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SCANDALO 16 Novembre Nov 2014 2210 16 novembre 2014

Fondo Auschwitz, El Pais: l'Italia non paga

L'accusa del quotidiano spagnolo: su 31 Stati Ue che danno il loro contributo, manca il nostro Paese.

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L'ingresso del campo di sterminio di Auschwitz.

È polemica su quei Paesi, Italia compresa, accusati di lesinare fondi per garantire la memoria di Auschwitz.
In vista del 70esimo anniversario della liberazione del lager che ricorre il 27 gennaio 2015, un articolo del quotidiano spagnolo El Pais ha attirato l'attenzione su una circostanza che - se confermata - appare imbarazzante: l'Italia, assieme alla Spagna, è fra i pochi Paesi europei maggiori che stanno mancando di contribuire al «Fondo perpetuo», indispensabile a mantenere vivo il ricordo del più famigerato campo di sterminio nazista.
FONDO NATO NEL 2009. Creato nel 2009 per evitare la minacciata chiusura del complesso composto da 155 edifici e 300 rovine su un'estensione di 200 ettari nel Sud della Polonia, il Fondo punta a raccogliere 120 milioni di euro e finora è stato alimentato da 31 Paesi.
Sono stati raccolti 102 milioni di euro e, per «ovvie ragioni» storiche legate al nazismo, il maggior contributore è stata la Germania con la metà (60 milioni) di quanto richiesto.
L'Unione europea ha versato 4 milioni, la città di Parigi 310 mila euro.
SOLDI DAL VATICANO. Accanto alla Spagna, però, «l'Italia è l'altra appariscente eccezione» fra i «grandi Paesi» dell'Ue: pur essendo «la patria di Primo Levi, l'autore delle cronache più tremende su Auschwitz in Se questo è un uomo», ha scritto El Pais.
Già in settembre, quando fu annunciato che con una donazione di 100 mila euro il Vaticano era diventato il 31esimo Paese contributore della Fondazione Auschwitz-Birkenau che gestisce il Museo, era emerso come l'Italia non fosse nella lista.
Ora è arrivata la sottolineatura spagnola che Roma non sta contribuendo a tener viva la memoria di tragedie testimoniate dai forni, dalle camere a gas e dalle migliaia di oggetti custoditi nel museo.
1 MLN DI TURISTI ALL'ANNO. I fondi servono per i necessari lavori di restauro e conservazione del complesso situato a una settantina di chilometri da Cracovia e in passato curato dalla sola Polonia per motivi geografici.
Secondo le stime più accreditate, nei tre campi di Auschwitz morirono tra gli 1,1 e gli 1,5 milioni di persone. E sono più di 1 milione i visitatori che ogni anno cercano di immaginare l'inconcepibile orrore del campo di sterminio visitandone i resti.
UCCISI 6 MLN DI EBREI. I campi di Auschwitz (in polacco: Oswiecim) furono un perno della cosiddetta «soluzione finale», il genocidio di ebrei perpetrato dai nazisti e dai loro alleati, costato la vita a oltre 6 milioni di persone.
Dal 1979 il luogo è patrimonio dell'umanità dell'Unesco ed è visitabile. Ne facevano parte anche il campo di sterminio di Birkenau, quello «di lavoro» di Monowitz e 45 «sottocampi».
«Prima della creazione del Fondo perpetuo la situazione era critica», ha detto a El Pais il direttore del Museo, Piotr Cywinski. «Oggi, cominciamo a vedere la proverbiale luce in fondo al tunnel».

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