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MISSIONE 16 Novembre Nov 2014 2255 16 novembre 2014

Guerra all'Isis, l'Italia invia i Tornado: scontro M5s-Pinotti

Il ministro della Difesa: «Compiti di ricognizione». E i pentastellati:  «Parlamento bypassato».

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Un Tornado in volo.

L'Italia amplia il contributo fornito alla coalizione anti Isis inviando quattro Tornado con compiti di ricognizione e intelligence.
I caccia, confermano fonti militari, non parteciperanno dunque ai bombardamenti e saranno schierati entro Natale nelle base avanzate in Kuwait in modo da potenziare il dispositivo già schierato, due velivoli Predator e un aereo da rifornimento, per i raid sulle postazioni del Califfato dislocate in Siria e Iraq.
RICHIESTA DELLA COALIZIONE. La decisione, ha spiegato in un'intervista a La Stampa il ministro della Difesa Roberta Pinotti, è maturata «rispondendo a una sollecitazione della coalizione e delle autorità locali».
I Tornado verranno dunque utilizzati per «ricognizione avanzata» e attività d'intelligence, anche in considerazione del fatto che il recente vertice Nato di Newport ha assegnato all'Italia proprio compiti di vigilanza e ricognizione.
AIUTO PER I CIVILI. «Si tratta di compiti molto delicati in questa fase», ha spiegato in un'intervista a Il Sole 24Ore il capo di Stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, «perché l'esercito dell'Isis ha imparato sempre di più a nascondere uomini e mezzi in ospedali, scuole e moschee ed è quindi decisivo intervenire con tempi e modalità ben precise, per evitare danni ai civili».

CRITICHE DAL M5S. L'invio dei caccia non piace, però, al Movimento 5 stelle, che ha chiesto al governo di riferire in Aula.
«Il ministro Pinotti entra praticamente in guerra», hanno affermato i deputati della commissione Difesa, «ha dato il via libera alla partenza dei Tornado bypassando completamente l'opportuna autorizzazione delle Camere. Una missione a rate di cui il parlamento e i cittadini sono del tutto all'oscuro».
L'unica risoluzione approvata dall'Italia, sostengono i cinquestelle, risale infatti al 20 agosto e «tratta il mero invio di armamenti leggeri, ovvero mitragliatici kalashnikov e munizionamento, il che esclude l'implementazione di un'autentica missione».
POLEMICHE «STRUMENTALI». Parole alle quali fonti della Difesa hanno replicato affermando che il parlamento è stato «opportunamente informato» nel corso delle audizioni, nelle quali gli stessi pentastellati si dissero d'accordo con la maggioranza circa la non necessità di un voto.
«Polemiche strumentali e, nel merito, prive di ogni fondamento», le ha liquidate il presidente della commissione Difesa del Senato Nicola Latorre, sostenendo che i Tornado, così come tutti gli assetti inviati dal nostro Paese, «non parteciperanno attivamente al conflitto». Ma saranno di «supporto a un'opera, rigorosissima, di intelligence».
PARLAMENTO GIÀ INFORMATO. In occasione dell'audizione del 16 ottobre inoltre, Latorre ha ricordato che Pinotti «annunciò che l'Italia si predisponeva anche a mettere a disposizione questi mezzi».
Dopo aver parlato dei circa 200 militari con funzione di addestratori che andranno presumibilmente a operare ad Erbil e degli 80 uomini con funzione di consigliere per gli alti comandi delle forze armate irachene, il titolare di via XX Settembre disse che «è in fase di pianificazione l'invio di altri assetti pilotati per la ricognizione aerea».

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