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CRONACA 16 Novembre Nov 2014 1002 16 novembre 2014

Isis, decapitato l'ostaggio americano Peter Kassig

Pubblicato il video dell'esecuzione. Uccisi anche 15 soldati siriani. Obama: «Lo Stato islamico è il male assoluto».

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Peter Kassig nelle mani dei jihadisti.

L'ostaggio americano Peter Kassig è stato decapitato. Lo ha annunciato l'Isis in un nuovo video in cui si mostra l'uccisione dell'uomo in Siria. Il video è autentico, secondo ciò che ha riferito un funzionario di Washington. E il presidente Usa Barack Obama ha condannato il gesto, definendo lo Stato Islamico «il male assoluto».
Nel video, postato dall'Isis su diversi siti jihadisti, si vede un boia con il volto coperto in piedi accanto ad una testa decapitata. Kassig, 26 anni, si chiamava Abdul Rahman/Peter da quando si era convertito all'Islam.
OPERATORE UMANITARIO. Era stato rapito l'1 ottobre mentre si trovava in Siria dove lavorava come operatore umanitario. Ex ranger, dopo aver intrapreso corsi per diventare assistente medico, si era trasferito in Libano, dove aveva fondato l'organizzazione no profit Sera (Special Emergency Response and Assistance).
DECAPITATI SOLDATI SIRIANI. Secondo quanto hanno riportato alcuni media americani, nel video in cui i jihadisti dell'Isis mostrano l'uccisione dell'ostaggio americano Peter Kassig si vede anche la decapitazione di massa di diversi soldati siriani fatti prigionieri.
JIHAD JOHN NEL VIDEO. Dal video sembra che il boia dell'americano sia ancora una volta il 'jihadista John', l'uomo dall'accento britannico che ha già ucciso i britannici David Haines e Alan Henning, e gli americani James Foley e Steven Sotloff. Il boia ha giustificato l'esecuzione come reazione alla scelta degli Stati Uniti d'intervenire contro l'Isis. Lo ha scritto Skynews precisando che non è ancora chiaro quando il video sia stato girato. Perché secondo le ultime rivelazioni il terrorista sarebbe stato ferito durante un raid aereo.
L'INDIGNAZIONE DI CAMERON. Il premier britannico David Cameron ha palesato la propria indignazione per l'uccisione di Kassig: «L'Isis ha mostrato ancora una volta la sua depravazione. I miei pensieri vanno alla famiglia».

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