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LA MODA CHE CAMBIA 16 Novembre Nov 2014 1740 16 novembre 2014

Kim Kardashian: il femminismo, un tanto al culo

Polemiche per il lato B di Kardashian. Che aggiorna l'emancipazione della donna.

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L'attrice e modella, Kim Kardashian.

Il premio per la battuta più divertente della settimana va appuntato sul petto di un (purtroppo anonimo) comunicatore di quella venerabile istituzione che è il Metropolitan Museum di New York.
Cogliendo lo spunto della criticatissima foto di Kim Kardashian con quel suo sederone oliato in primo piano sulla copertina di Paper («Break the internet»), ha diffuso via Twitter l’immagine di una scultura steatopigia del neolitico dalle forme del tutto simili a quelle della socialite conservata nelle sale del museo con il seguente titolo: «Anche qui abbiamo opere d’arte che spaccano internet».
FEMMINISTE SCANDALIZZATE. Le femministe che tanto si sono scandalizzate per le foto di Mrs Kardashian, simpatica e ricchissima 30enne senza professione se non quella di mettere in mostra a ogni occasione il famoso treno posteriore (in questo caso, pare, perfino enfatizzato al computer), farebbero bene a prendere quella scultura e a volgerne le chiappe ipertrofiche a loro favore, in ogni senso. Lavorando sulla valorizzazione della cultura come mezzo di affermazione personale e sociale, per esempio, oppure, meglio ancora, sul pericolo del ritorno a una 'lettura' di terga del corpo femminile.
ATTRATTI DALLE TERGA. Le teorie evolutive dominanti, criticabilissime per carità, però, non ancora confutate, ritengono infatti che l’accoppiamento frontale, «guardandosi negli occhi» e dunque su un piano di confronto paritetico, sia stata una conquista importante del genere umano erectus.
La maggior parte degli animali, non a caso, si accoppia tuttora con la femmina sottomessa di spalle, e opportunamente provvista, nel periodo del calore, di terga vistose e attraenti, di organi genitali arrossati (cioè irrorati da un maggiore flusso sanguigno) e secernenti effluvi di richiamo.
DEMI MOORE NUDA E INCINTA. Dunque, capirete bene per quale motivo il culo esposto delle consorelle sia diventato la dannazione delle femministe, la loro bestia nera, e per quale motivo, come si domandano stupefatti alcuni commentatori, nessuna di loro abbia mai alzato un dito contro Demi Moore e le tante che, dopo di lei, si sono fatte fotografare nude e in stato di gravidanza avanzata, oppure nude e basta, mentre Kim Kardashian sia stata massacrata. Forse perché Kim è cafonissima e Demi no?
KARDASHIAN È MENO CHIC. Kardashian è certamente cafona (le vendite di Vogue America crollarono quando, in primavera, Anna Wintour ne pubblicò un’immagine calzata e vestita in copertina: la ragazza manca di chic, e non c’è niente da fare), ma non è questo il punto. Il punto è che Demi Moore incinta e orgogliosamente nuda era una glorificazione del corpo femminile e del suo potere. Quello di Kim evoca tutt’altro, che sarebbe difficile inquadrare come «il potere del culo».

Negli Usa il termine femminismo è la parola più odiata del 2014

La locandina di uno spettacolo della Venere ottentota.

L’immagine del suo trionfante didietro, per di più, ha avuto la disgrazia di comparire nelle edicole negli stessi giorni in cui il 49% dei lettori di Time, attraverso un sondaggio, sta decretando il termine «femminismo» come il più odioso del 2014, la parola da bandire, l’insopportabile.
Il motivo di questa insofferenza non parrebbe la causa femminista in sé, naturalmente, ma l’uso e soprattutto l’abuso che ne viene fatto da certe stelle della musica a caccia di nuova celebrità, spesso accompagnandolo con performance inutilmente oscene e piuttosto avvilenti (Miley Cyrus e il famoso twerking, per intenderci, subito imitato da decine di epigoni terrorizzate dall’idea di perdere un grammo di celebrità).
IL PUBBLICO È STANCO. Il femminismo un tanto al culo, insomma, avrebbe stancato, alla faccia dei tanti favorevoli alla teoria del «purché se ne parli» e dunque ben felici di vedere Beyoncé dimenarsi chiappe al vento sul palco davanti alla scritta «feminism».
Femminismo, dunque, non equivarrebbe a sventolare il culo nudo in faccia agli altri (e non è un caso che le star maschili della musica e di ogni altro settore si guardino bene dal farlo: al limite ruotano il bacino come faceva Elvis, che è un gesto di dominazione).
COME LA VENERE OTTENTOTTA. Lo dimostra anche uno storico, pluricentenario episodio di sfruttamento del culo a fini di divertimento altrui. Il famoso caso della «Venere ottentotta». Citata anche da William Thackeray molti anni dopo la sua morte, a riprova dell’impressione che aveva lasciato, fu uno dei tanti fenomeni da baraccone di cui l’Europa post illuminista si pasceva fra frizzi, lazzi e vignette satiriche.
La Venere si chiamava Sarah (Saartjie) Baartman: era nata in una comunità indigena del Khoisan, un’area sperduta del Sudafrica, i cui componenti, conosciuti anche come «Hottantot», possedevano glutei molto pronunciati che gli europei consideravano «primitivi».
ESPOSTA PER TUTTE L'EUROPA. Sarah venne portata attorno al 1810 in Inghilterra e mostrata nei teatri e nelle fiere per intrattenere il pubblico molto politicamente scorretto dell’epoca, ma per nulla diverso - nelle pulsioni e nella curiosità - da quello di oggi.
Alla morte, avvenuta nel 1815 (quel gran girare per baracconi gelidi le fu fatale), i genitali di Sarah vennero messi in mostra e sono stati restituiti al Sudafrica solo nel 2002.
SFRUTTAMENTO RAZZIALE. Il solo termine «Venere ottentotta» è diventato sinonimo dello sfruttamento razziale e delle discriminazioni di genere. Poi, naturalmente, Kim Kardashian mette in mostra il culo perché è l’unica cosa che ha, la «fortuna sulla quale è seduta» per riprendere un vecchio adagio antifemminista, ma se scoppia la polemica e le femministe (vere) se la prendono con lei, bisogna anche capirle.
Fra l’altro, quelle foto di Jean Paul Goude e la loro evoluzione diventeranno un piece of art esposto alla prossima Miami Beach Art Basel, a dicembre. Con un po’ più di garbo, ma siamo sempre alla Venere ottentotta.

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