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TENSIONE 16 Novembre Nov 2014 1635 16 novembre 2014

Tor Sapienza, Marino: «Vado avanti, ce la faccio»

Il sindaco della Capitale da Annunziata: «Non mollo». Nuove proteste in città.

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Ignazio Marino non molla, e si dice «straconvinto di potercela fare ad andare avanti». Anzi dopo l'ultimatum della direzione del Partito democratico romano, «o cambia e azzera giunta o si va al voto», il sindaco della Capital ha replicato con altrettanto vigore: «Nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta né me lo chiederà». Ma poi, ancora in diretta a In 1/2 ora, ha aggiunto: «Da tempo però penso di riallocare talenti della giunta». Ovvero si pensa a un rimpasto per cacciare chi non ha fatto ciò che doveva.
VIA IL VICESINDACO. Di più: nel mirino pare ci sia anche il vicesindaco Luigi Nieri di Sinistra ecologia e libertà. Al suo posto un parlamentare. Il nome che gira è quello di Walter Tocci, già assessore e poi vicesindaco con Francesco Rutelli ed esperto del funzionamento della macchina capitolina.
RIMPASTO IN GIUNTA. È una guerra di posizione, ormai, tra il chirurgo e il Pd romano che martedì 18 novembre hanno in programma un incontro. Ma prima Marino deve vedere il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, e lì si capirà se il sindaco vorrà formare una nuova giunta, con almeno cinque cambi e altrettanti innesti forti (tra i nomi che vacillano, Rita Cutini, Alessandra Cattoi, Paolo Masini che sarebbe destinato a un altro assessorato, Daniele Ozzimo). L'unica exit strategy a uno stallo romano che nessuno, né Marino né il Pd, si può permettere.
NO AL VOTO A ROMA. Anche andare alle urne nella Capitale ora sarebbe, infatti, troppo rischioso e potrebbe significare una sconfitta che farebbe male al partito nazionale, quello del 40%. E anche per questo c'è chi giura che il premier Matteo Renzi sarebbe pronto a fare un tentativo sull'assetto politico del Campidoglio.
Il Pd di Roma comunque è «preoccupato», come ha detto l'ex capogruppo Francesco D'Ausilio - quello dimissionario per avere diffuso un sondaggio che dava Marino in caduta libera - che ha lasciato all'incontro di martedì il luogo «dove consegnare al sindaco le preoccupazioni espresse nella direzione di Roma. Fino a quel momento non servono né commenti, né iniziative personali».
MARINO NON MOLLA. «Nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta», ha spiegato Marino, «l'obiettivo non sono le poltrone ma rispondere ai cittadini». Ma di poltrone probabilmente si tratterà. Via probabilmente l'assessore al sociale Rita Cutini, rischia anche quello allo sport Luca Pancalli, anche qualcuno del Pd come Paolo Masini che ha anche al delega alle periferie e Daniele Ozzimo, assessore alla casa e al lavoro. Nel mirino ci sono anche i fedelissimi Alessandra Cattoi, assessore alla scuola, e Luigi Fucito capo di gabinetto. Salvi l'assessore al bilancio Silvia Scozzese e ai trasporti Guido Improta. Il Pd vuole una squadra «all'altezza».
Intanto il sindaco sempre da Annunziata fa sapere senza battere ciglio di sentirsi lui all'altezza: «Sono straconvinto che ce la posso fare e vado avanti».

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