Ebola Medico Sierra 141117145749
EPIDEMIA 17 Novembre Nov 2014 1458 17 novembre 2014

Ebola, morto il medico della Sierra Leone ricoverato in Usa

È la seconda persona deceduta negli Stati Uniti dopo aver contratto il virus in Africa occidentale.

 

  • ...

Martin Salia, chirurgo del Kissy United Methodist Kissy Hospital di Freetown.

Martin Salia, il medico della Sierra Leone malato di Ebola e trasferito nei giorni scorsi in Usa per essere curato, è morto al Nebraska Medicale Centre di Omaha. Lo ha riferito NbcNews.
«È con il cuore pesante che diamo questa notizia», ha detto il dr. Phil Smith, direttore dell'unità per le cure con bio-contenimento in Nebraska. «Il dr. Salia era in gravi condizioni quando è giunto in ospedale e, purtroppo, nonostante i nostri migliori sforzi, non siamo riusciti a salvarlo», ha aggiunto.
DECIMO PAZIENTE CURATO IN USA. Salia, 44 anni, era chirurgo del Kissy United Methodist Hospital di Freetown, la capitale della Sierra Leone, chiuso dall'11 novembre. Il medico era stato evacuato dal Paese africano su richiesta della moglie che vive nel Maryland e sabato era giunto nell'ospedale di Omaha. Era il decimo paziente ad essere curato in Usa e il terzo al Nebraska Medical Centre.
È anche la seconda persona deceduta in Usa dopo aver contratto l'Ebola in Africa occidentale, dopo che Thomas Eric Duncan è morto in ottobre nell'ospedale di Dallas dopo aver contratto il virus in Liberia.
APPELLO DI BRUXELLES. L'Unione europea aumenta il suo sforzo concreto per combattere il virus Ebola, che con gli ultimi finanziamenti ha raggiunto la cifra di 1,1 miliardo di euro. Tuttavia, l'epidemia non è sconfitta, servono ancora tanti aiuti a lungo termine. Bruxelles ha quindi lanciato un appello a tutti gli Stati membri di proseguire il loro impegno. Lo ha reso noto la Commissione nel giorno in cui si è conclusa la missione del Commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis e quello all'Emergenza, nonchè coordinatore Ue per gli aiuti, Christos Stylianides nei tre Paesi africani più colpiti, Liberia, Sierra Leone e Guinea.
«SERVONO NUOVI AIUTI». «Noi non molleremo la nostra lotta», ha spiegato Andriukaitis, «sino a quando non sconfiggeremo il virus che ancora provoca stragi drammatiche. Durante la nostra missione abbiamo visto che in quelle realtà non ci sono ancora abbastanza dottori, infermieri, medicine, acqua, servizi sanitari. E faccio appello a tutti i ministri della Salute europei perchè mandino nuovi aiuti. L'Europa sta facendo la sua parte, ma per far fronte a questi bisogni crescenti è necessario uno sforzo a lungo termine». Intanto, il 17 novembre, la Commissione ha stanziato altri 29 milioni di euro: 17 per i trasporti di materiale medico e personale infetti e 12 milioni in assistenza ai Paesi limitrofi a scopo precauzionale se il virus dovesse diffondersi anche nei loro territori.

Correlati

Potresti esserti perso