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CRONACA 17 Novembre Nov 2014 1800 17 novembre 2014

Immigrazione, viaggi della speranza organizzati sui social

Falsi intermediari gestiscono le traversate su Facebook con incassi da milioni di euro.

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Una barca carica di migranti.

Il cosidetto viaggio della speranza evolve e ormai le persone in fuga dai Paesi in guerra per organizzarsi si rifugiano nei social network.
Per le traversate in mare ecco allora il grande utilizzo di chat e pagine di Facebook.
INTERNET COME AGENZIA. Una mutazione che coinvolge nuclei familiari ricchi e di livello culturale medio alto: professionisti, docenti, commercianti, funzionari.
Chi vuole scappare dal proprio Paese adesso usa anche Internet come agenzia di viaggio.
INDAGINE SU SCAFISTI. La traversata organizzata attraverso i social network, ultima frontiera del racket dell'immigrazione, emerge da indagini della squadra mobile di Ragusa, coordinate dalla locale Procura, nell'ambito dell'inchiesta sul fermo di quattro scafisti tunisini in seguito allo sbarco di 864 migranti giunti il 16 novembre a Pozzallo sulla nave San Giusto della marina militare.
I primi a 'mettersi in rete' sono stati dei rifugiati che hanno trovato casa in Europa: su loro profili hanno pubblicato la loro esperienza personale, corredandola di contatti e informazioni per partire.
INTERMEDIARIO SU FB. Un 'cambiamento' che è stato sfruttato, anche dai trafficanti: così su Facebook, in arabo, appare il profilo di un intermediario, con false generalità, che offre contatti telefonici e indica luoghi di possibili incontri per organizzare il viaggio. Alcune delle famiglie arrivate a Pozzallo hanno utilizzato proprio il social network per dare il via al viaggio della speranza.
E hanno pagato 1.700 dollari a passeggero, per un incasso per i trafficanti libici, questa volta, di 1,5 milioni di dollari.
100 MIGRANTI SALVATI. Ma i viaggi della speranza non si fermano, neppure con il Canale di Sicilia in burrasca. Come i 100 migranti che erano su un mercantile fatiscente che ha fatto naufragio e che sono stati ripescati dalla Guardia Costiera, che ha recuperato anche due cadaveri, a 30 miglia a Nord di Tripoli.
L'imbarcazione è affondata. Tra i migranti c'erano anche 9 donne, due delle quali incinte. Nel gruppo anche due ustionati, probabilmente a causa della vicinanza al motore.

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