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OTTIMISMO 17 Novembre Nov 2014 1827 17 novembre 2014

Kerry: «L'esercito dell'Isis perde slancio»

Il segretario di Stato Usa: «Gli Stati Uniti devono continuare a non pagare i riscatti».

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Segretario di Stato americano John Kerry.

Intervendo a Washington, il segretario di Stato Usa John Kerry ha ostentato ottimismo nella lotta allo Stato islamico. «L'esercito dell'Isis ha perso lo slancio», ha detto, «le forze irachene sono pronte ad attaccarlo in mesi, non anni».
«LI SCONFIGGEREMO». Commentando la decapitazione del terzo ostaggio statunitense da parte dei jihadisti, ha quindi aggiunto: «Non siamo intimiditi, e li sconfiggeremo». E ancora: «Gli Stati Uniti hanno il cuore straziato, ma è assolutamente necessario rifiutare il pagamento di riscatti per gli ostaggi americani».
Un colonnello delle forze speciali della polizia, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha sottolineato che la riconquista di Baiji ha «una speciale importanza militare e strategica», poiché la raffineria e la vicina città sono sulla strada tra Mosul e Tikrit e quindi sarà possibile tagliare la principale linea di rifornimento dello Stato islamico. A questo va aggiunto l'effetto positivo sul morale delle truppe del più importante successo strategico ottenuto negli ultimi cinque mesi, dopo la fulminea offensiva con cui l'Isis, all'inizio dell'estate, si è impadronito tra l'altro delle stesse Mosul e Tikrit.
PURGA DELLE FORZE ARMATE. Nei giorni scorsi il governo del primo ministro Haidar al Abadi ha proceduto a una vasta purga ai vertici delle forze armate, che davanti all'avanzata dell'Isis si erano sfaldate. Sono molti gli osservatori a Baghdad che sottolineano la coincidenza tra questa ondata di sostituzioni e i nuovi successi sul terreno, che negli ultimi giorni hanno portato a un'avanzata dell'esercito anche nella provincia di Diyala, a Nord-est della capitale, grazie anche all'appoggio delle milizie di volontari sciite e dei clan tribali armati sunniti schieratisi con il governo. Ma i jihadisti rimangono una seria minaccia nella provincia di Al Anbar, dove continuano tra l'altro a occupare la città di Falluja, a soli 60 chilometri da Baghdad. Il ministero della Difesa ha reso noto di avere inviato ingenti rinforzi e armi pesanti, tra cui carri armati, nelle provincia di Salahuddin, di cui Tikrit è il capoluogo, in vista della controffensiva.

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