Una bolletta.
POLEMICHE 17 Novembre Nov 2014 1132 17 novembre 2014

Torino: scende il consumo di acqua, aumenta la bolletta

Nel capoluogo piemontese se ne usa di meno, e il fornitore ci perde. La soluzione? Un conguaglio.

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Una bolletta.

Meno consumi più spendi. Funzionerà così a Torino la bolletta dell'acqua, per la quale è previsto un aumento nei prossimi tre anni. Come riportato da La Stampa, i cittadini del capoluogo in cinque anni hanno ridotto il consumo pro capite da 198 a 185 litri, con un mancato introito di 46,6 milioni di euro.
Una cifra che Smat, l'azienda che gestisce l'acquedotto, ha deciso di recuperare dai cittadini, con un aumento in bolletta da spalmare nei prossimi tre anni.
PROTESTANO GLI AMMINISTRATORI. Una mossa che ha sollevato la protesta di molti amministratori di condominio, che si sono rivolti all'Associazione per la difesa e l'orientamento del consumatore (Adoc). La stessa associazione ha detto che non si tratta di un conguaglio, ma di un aumento a posteriori. «Anche perché il conguaglio si può chiedere solo per i due anni precedenti ed è ammissibile solo per motivi straordinari. Qui, invece, di straordinario c’è nulla», hanno commentato Silvia Cugini e Bartolomeo Grippo.
Per i cittadini sarebbe previsto un aumento in bolletta di 50 centesimi al mese per tre anni. E le domande dei cittadini partono dai conti di Smat, che negli ultimi anni ha sempre chiuso in utile. Dal 2008 al 2011, ad esempio, ha fatto utili per 70 milioni, nel solo 2013 per 67 milioni.
«I CITTADINI HANNO PAGATO DI MENO». Per l'azienda, tutto nella norma. «È una polemica che non capisco», ha detto alla Stampa Paolo Romano, alla guida di Smat dal 2001. «Negli anni scorsi i cittadini hanno pagato meno del dovuto, perciò abbiamo chiesto un conguaglio. E li abbiamo pure agevolati, perché pagheranno in tre anni».
Secondo Smat, i torinesi avrebbero pagato meno perché l'azienda e l'Autorità scelgono la tariffa ipotizzando i consumi (e quindi gli incassi) e rapportandoli ai costi.
Quando i consumi - e quindi gli incassi - calano, si crea uno squilibrio. «I miei costi non si riducono: i dipendenti sono quelli, le spese di gestione pure», ha concluso Romano.

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