PANICO 18 Novembre Nov 2014 0650 18 novembre 2014

Gerusalemme, attacco terroristico nella sinagoga

Irruzione di due palestinesi armati: 5 morti e 6 feriti. Tel Aviv condanna Hamas. Ft e vd.

  • ...

Ancora sangue a Gerusalemme.
Nella mattinata di martedì 18 novembre, due palestinesi hanno fatto irruzione in un complesso religioso nel rione ortodosso sefardita di Har Nof armati di pistole, una scure, un coltello e un'arma da fuoco.
La carneficina è durata alcuni minuti e i soccorritori hanno poi trovato corpi insanguinati in stanze diverse dello stesso complesso. Il bilancio alla fine è stato drammatico con cinque morti tra i fedeli ebrei e sei feriti gravi. Tre vittime dell'attacco avevano anche la cittadinanza americana, il quarto quella britannica. Morto anche un poliziotto.
L'IRRUZIONE E LA MORTE. Secondo le prime ricostruzioni della polizia i due attentatori hanno fatto irruzione in un collegio rabbinico e nell'attigua sinagoga Kehilat Yaakov mentre decine di fedeli recitavano le preghiere mattutine.
«Sono stati attimi di puro terrore con scene terrificanti», ha detto uno dei testimoni.
UCCISI GLI ATTENTATORI. Poco dopo l'irruzione dei due attentatori, come hanno spiegato i media israeliani, un poliziotto è rapidamente arrivato nella sinagoga e c'è stato uno scontro a fuoco che s'è concluso con l'uccisione dei due palestinesi - di Jabel Mukaber, quartiere arabo di Gerusalemme Est - come ha confermato il portavoce delle forze dell'ordine Micky Rosenfeld.
ATTENTATO RIVENDICATO. L'attentato, hanno riferito radio Gerusalemme e la radio militare israeliana, è stato poi rivendicato dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina, di ispirazione marxista.
Le immagini della strage hanno destato profondo turbamento in Israele, anche perché ogni vittima era ancora avvolta nel proprio 'talled', il manto rituale delle preghiere ebraiche.

HAMAS FELICE PER L'ATTACCO. Hamas si è felicitato per l'attentato. E in segno di giubilo alcuni attivisti hanno distribuito dolciumi ai passanti nelle strade di Gaza, come testimoniato da alcune immagini pubblicate su Twitter.
Per il portavoce di Hamas Mushir al-Masri «si è trattato di una vendetta eroica e rapida per l'esecuzione di Yusuf al-Rumani», un conducente di autobus palestinese trovato morto a Gerusalemme lunedì 17 novembre: per le autorità israeliane si è suicidato, ma la famiglia ritiene che sia stato ucciso da ultrà ebrei.
VENDETTA PER I MARTIRI. «È nostro diritto», ha continuato al-Masri, da Gaza, «vendicare il sangue dei nostri martiri». Il portavoce di Hamas ha anche aggiunto che l'attentato alla sinagoga è da collegarsi anche alle recenti tensioni nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme.
Un messaggio di tono analogo è giunto anche dalla Jihad islamica.
ISRAELE CONTRO ABU MAZEN. Sebbene Abu Mazen, come ha riportato l'agenzia di stampa palestinese Maan, abbia condannato «l'uccisione dei fedeli ebrei a Gerusalemme e di altri civili ovunque essi siano», il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato direttamente il presidente palestinese e Hamas di essere responsabili dell'azione, considerata «una conseguenza diretta del loro incitamento e che la comunità internazionale ha irresponsabilmente ignorato. Siamo nel mezzo di un attacco concentrato su Gerusalemme».
Per il presidente israeliano Reuven Rivlin, l'attacco del 18 novembre e i precedenti episodi rappresentano «una campagna deliberata e non una serie accidentale di eventi».
PRONTA LA REAZIONE. Nonostante la presa di distanze del presidente palestinese, Netanyahu ha convocato una consultazione urgente con i responsabili alla sicurezza e ha promesso una «dura reazione alla crudele uccisione di ebrei che si erano recati a pregare, da parte di biechi assassini».
Una promessa mantenuta con l'ordine di demolire le case dei due terroristi responsabili dell'attacco.
NUOVE MINACCE SUL WEB. Nel frattempo sul web il braccio armato di Hamas ha pubblicato un filmato in cui minaccia in arabo e in ebraico una serie di attentati nella città di Israele. Fra l'altro preannuncia che passanti saranno investiti da automobili guidate da palestinesi o anche pugnalati per strada.
OBAMA CONDANNA L'ATTENTATO. Il presidente americano, Barack Obama, ha condannato duramente l'attentato: «Non c'è giustificazione per questi attacchi sui civili», ha detto, invitando i leader israeliani e palestinesi a «cercare la pace».
A condannare l'attentato anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il segretario di Stato Usa John Kerry e il premier britannico David Cameron che hanno parlato di «attacco di gravità inaudita».
GERUSALEMME BLINDATA. Il ministro Itzhak Aronovitch ha blindato Gerusalemme, dove sono stati istituiti posti di blocco, e ha ordinato che i funerali dei due palestinesi non si svolgano in città.

Tweet riguardo #JerusalemUnderAttack

Tweet riguardo gerusalemme sinagoga

Correlati

Potresti esserti perso