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GIUSTIZIA 19 Novembre Nov 2014 2120 19 novembre 2014

Eternit, reato prescritto: la Cassazione annulla la condanna

Ribaltata la sentenza. Rabbia dei parenti. Renzi: «Cambiare norme su prescrizione».

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Nessun colpevole per l'amianto. Con un autentico colpo di spugna, la Cassazione ha annullato senza rinvio, dichiarando prescritto il reato, la sentenza di condanna per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny nel maxi processo Eternit.
La prescrizione è maturata già prima della conclusione del primo grado: annullati anche i risarcimenti per le vittime e le comunità locali.
ACCOLTE LE RICHIESTE DEL PG. La Suprema Corte, dopo appena due ore di camera di consiglio, ha dunque accolto la richiesta del procuratore generale, Francesco Iacoviello, che aveva chiesto «l'annullamento senza rinvio della condanna a 18 anni per disastro ambientale ai danni di Schmidheiny» perché «tutti i reati sono prescritti». Condannate al pagamento delle spese legali, la cui cifra per ora non è nota, l'Inps e l'Inail, che avevano fatto ricorso per non essere state ammesse come parte civile dalla Corte di Appello di Torino. Con loro anche un parente di una delle vittime dell'amianto, che era stato escluso dal diritto degli indennizzi.
«VERGOGNA, VERGOGNA». La decisione della Prima sezione penale, presieduta da Arturo Cortese, ha suscitato le immediate e rumorose proteste dei numerosi familiari delle vittime dell'amianto presenti nell'aula magna. «Vergogna, vergogna», hanno urlato in tanti, sfogando la rabbia appena dopo la lettura del verdetto. «C'è chi li ha illusi», si sono lasciate scappare fonti della procura della Cassazione, riferendosi alle aspettative delle quasi mille parti civili costituitesi al processo e che in giornata sono arrivate a Roma con la speranza di ottenere la condanna per la morte dei loro cari.

Schmidheiny: «Basta processi ingisutificati»

I parenti delle vittime dell'Eternit protestano davanti al tribunale.

Il magnate svizzero, per bocca di un portavoce, ha invece espresso tutta la sua soddisfazione: «La decisione della Suprema Corte conferma che il processo Eternit, nei precedenti gradi di giudizio, si è svolto in violazione dei principi del giusto processo. Schmidheiny si aspetta che ora lo Stato italiano lo protegga da ulteriori processi ingiustificati e che archivi tutti i procedimenti in corso».
«TEORIA DEL COMPLOTTO». La Corte, ha aggiunto, «ha condiviso le argomentazioni della difesa: Stephan Schmidheiny non ha mai assunto un ruolo operativo nella gestione dell' azienda», e il gruppo svizzero è stato «il principale azionista di Eternit spa soltanto per un periodo di circa 10 anni», periodo in cui «non ha mai ricavato alcun profitto dalla sua partecipazione nella Eternit spa, anzi». E ancora: «I giudici di Torino si sono visti costretti a trovare un colpevole» per la «tragedia sociale» dell'amianto. E nelle loro sentenze «costruiscono una vera e propria teoria del complotto».
RENZI: «BASTA INCUBO PRESCRIZIONE, CAMBIARE LE REGOLE». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha detto che «bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione» perché «non ci deve essere questo incubo».
CHIAMPARINO: «PROFONDA INDIGNAZIONE». Sulla clamorosa sentenza è intervenuto anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: «Apprendo con sorpresa e disappunto della decisione della Corte di Cassazione» che «non può che destare profonda indignazione. Quando il diritto cozza con le più elementari ragioni di giustizia è segno che c'è qualcosa di profondo che non funziona nei meccanismi della giustizia italiana». Concetta Palazzetti, sindaco di Casale Monferrato, uno dei centri più colpiti dalla tragedia dell'Eternit si è invece detta «dispiaciuta e amareggiata, ma «preferisco aspettare domani prima di aggiungere altro». «Domani mattina», ha proseguito, « riunirò la Giunta comunale per decidere che cosa fare».

Guariniello: «Non demordiamo, il reato c'è»

Il pm Raffele Guariniello.

«Aspetto di leggere la sentenza», ha dichiarato Raffaele Guariniello, il magistrato che in primo grado e in Appello aveva ottenuto la condanna del magnate svizzero. «Non bisogna demordere. Non è una assoluzione. Il reato c'è ed è stato commesso con dolo. Adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi». Sulla stessa lunghezza d'onda l'avvocato Sergio Bonetto, che rappresenta 400 familiari delle vittime: «Questa decisione formale della Cassazione non risolve alcun problema, perché le persone continueranno a morire di amianto. Comunque, ci sono altri processi in corso e questa sera la Cassazione ha in sostanza detto che il maxi processo doveva svolgersi con l'accusa di omicidio e dunque tenderei a non escludere che il procedimento aperto con questa imputazione possa avere un esito migliore».
LA PIÙ GRANDE CAUSA SUI DANNI DELL'AMIANTO. Il maxi processo Eternit resta la più grande causa mai intentata in Europa e al mondo sul fenomeno dei danni alle persone e alle cose provocati dall'amianto. Le parti lese erano un migliaio, tra malati (soprattutto di mesotelioma), eredi dei defunti e amministrazioni locali. Il magnate svizzero Schmidheiny era stato ritenuto responsabile nei precedenti gradi di giudizio di disastro ambientale, con drammatiche conseguenze soprattutto per la salute degli operai, legate alle attività degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Restano in piedi altri due filoni nati dalla costola del maxi processo: uno ipotizza l'omicidio volontario per la morte di 213 lavoratori e l'atro per la morte dei dipendenti italiani dei siti produttivi all'estero.
LUTTO CITTADINO A CASALE MONFERRATO. Dopo la sentenza è stato proclamato il lutto cittadino a Casale Monferrato. Il sindaco, Titti Palazzetti, è sceso in piazza con i suoi concittadini per protestare contro la decisione della Cassazione.

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