Editoria Crisi Settore 131025131613
DATI 19 Novembre Nov 2014 1800 19 novembre 2014

Piccola e media editoria, nel 2013 perso 21,5% addetti

L'allarme di Iacometti: «Il prossimo passo rischiano le aziende».

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Il mercato dell'editoria è in affanno.

In un solo anno, nel 2013 la piccola e media editoria ha perso il 21,5% dei suoi addetti, con cali anche nei cataloghi.
E il 2014 non si preannuncia migliore.
A lanciare l'allarme è Enrico Iacometti, presidente del comitato promotore di Più libri più liberi, la Fiera internazionale della piccola e media editoria che dal 4 all'8 dicembre torna a Roma con la sua 13esima edizione.
ADDETTI SCESI A 5.722. «La crisi, ha raccontato Iacometti, «ha colpito tutta la filiera, a partire dalle librerie fino agli editori».
Il dato più preoccupante è proprio quel calo occupazionale che, secondo le stime raccolte dall'Aie, Associazione italiana editori, ha visto scendere il numero degli addetti alla piccola e media editoria, collaboratori e consulenti esclusi ma proprietari compresi, dai 7.291 del 2012 ai 5.722 del 2013.
BOOM PER E-BOOK. Il tutto per un settore che da solo incide del 9,5% sul valore complessivo del mercato e raccoglie in catalogo il 19% dei titoli librari in commercio nel in Italia.
Ridotto, anche se di poco, pure il numero dei piccoli e medi editori, che scendono a 4.769 (-1,9%), e assottigliati i cataloghi (-1,6% il numero degli editori con 2-10 titoli pubblicati nell'anno), per un totale di 31.618 titoli pubblicati nel 2013 tra novità e ristampe, che sono il 7,1% in meno dell'anno prima.
Anche tra i 'piccoli', però, è boom per gli ebook con ben 1.356 diversi libri editi (solo nel 2010 erano appena 350) con un'impennata del +40,8%.
RISCHIO CALO AZIENDE. Per Iacometti «il primo passo è il calo dei lavoratori, il secondo quale sarà, la diminuzione delle aziende? E non è che i numeri del 2014 siano migliori. Troppo spesso si aiuta l'editoria pensando sempre e solo ai giornali, ma l'editoria è fatta anche dei piccoli».

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