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POLTRONE 19 Novembre Nov 2014 1615 19 novembre 2014

Rai, Luisa Todini si dimette dal Cda

Addio dopo il via libera al ricorso contro la sforbiciata da 150 milioni.

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Luisa Todini, presidente di Poste italiane dal 14 aprile 2014.

Colpo di scena nel consiglio d'amministrazione della Rai.
La consigliera Luisa Todini si è dimessa dal Cda dopo, a quanto si apprende, uno scontro all'interno del consiglio sul tema del ricorso contro il taglio dei 150 milioni.
TODINI, RICORSO INACCETTABILE. La Todini ha spiegato così la sua decisone: «Ritenendo inaccettabile e irresponsabile tale decisione del consiglio di amministrazione, a cui ho sempre dato durante il mio mandato un contributo autonomo e in una pura logica di interesse dell'azienda e del servizio pubblico, ho ritenuto doveroso dissociarmi in modo definitivo annunciando le mie dimissioni immediate».
VIA LIBERA PER RICORSO. Il Cda avrebbe dato il via libera all'ordine del giorno presentato da Antonio Verro che impegna il consiglio sul ricorso contro il taglio di 150 milioni.
Contrari la Todini e Antonio Pilati.
A favore gli altri sei membri del consiglio, mentre la presidente Anna Maria Tarantola si è astenuta.
TAGLIO DECISO CON DECRETO IRPEF. Il taglio di 150 milioni di euro al trasferimento delle risorse da canone è stato deciso dal governo in primavera con il decreto Irpef, assieme al via libera alla quotazione di Rai Way.
L'ipotesi di un ricorso è stata ampiamente discussa in consiglio di amministrazione, tanto che è stato chiesto al professor Enzo Cheli, costituzionalista ed ex presidente dell'AgCom, un parere sulla sussistenza di elementi di costituzionalità del decreto e sull'eventuale responsabilità oggettiva degli amministratori.
Parere che non ha però portato ad una decisione in consiglio, fino all'ordine del giorno.
GUBITOSI: «RICORSO INOPPORTUNO». Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, a quanto si apprende, ha definito «inopportuno» il ricorso votato dal Cda.
DA TEMPO INTENZIONE ADDIO. Todini, eletta in Consiglio nel 2012 in quota Lega Nord-Pdl, aveva annunciato già da tempo l'intenzione di dimettersi dal Consiglio di amministrazione Rai, dopo la nomina a presidente delle Poste.
Lo scontro si è consumato proprio nel giorno in cui il vertice di Viale Mazzini ha salutato con favore l'esordio positivo di Rai Way a Piazza Affari, portando a termine un'operazione avviata dall'esecutivo in concomitanza con il contestato prelievo.
RIMASTA PER RAI WAY. A metà novembre, rispondendo al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, che la invitava a dimettersi a causa del doppio incarico, Todini aveva confermato di voler lasciare entro l'autunno e di essere rimasta in Rai «per concludere l'importante impegno di quotazione Rai Way, che sta andando particolarmente bene, e per l'impostazione del bilancio 2013 e del budget 2014».
Quanto al doppio compenso, Todini aveva aggiunto di voler rendere nota «la lista delle liberalità fatte con la quota parte di stipendio percepita da consigliere Rai».
«GOVERNO VA AVANTI». Il sì del Cda Rai al ricorso è «un voto determinato solo da logiche politiche e personali, all'insegna del tanto peggio tanto meglio. Sia ben chiaro, comunque, che tutto questo non indebolisce affatto, semmai rafforza, la volontà del governo di liberare la Rai e il servizio pubblico dalle vecchie logiche», ha detto il sottosegretario Antonello Giacomelli.
Alla riforma sta lavorando il Pd che, su iniziativa di Renzi, ha creato un gruppo di lavoro, che comprende tra gli altri Giacomelli e i due capigruppo alle Camere, Luigi Zanda e Roberto Speranza, per tentare di arrivare all'approvazione di una legge entro la scadenza dell'attuale Cda.
«Un'azienda come la Rai non può più funzionare così», ha scritto su Twitter il presidente del Pd Matteo Orfini, «Cambiamo la governance subito. Per salvarla e rilanciarla».

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