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SCHEDA 20 Novembre Nov 2014 1746 20 novembre 2014

Eternit, il disegno di legge sugli ecoreati

Cosa prevede il testo fermo in parlamento. Tempi di prescrizione raddoppiati, aggravanti per mafia e sconti per chi si pente.

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Il marchio della Eternit in un frame del documentario Indistruttibile di Michele Citoni.

Disastro ambientale e inquinamento, traffico di materiale radioattivo, confisca obbligatoria del profitto del reato, impedimento del controllo. Sono questi alcuni dei delitti contro l'ambiente destinati ad aggiornare il codice penale con un pacchetto di misure che prevedono anche aggravanti per mafia e sconti di pena per chi si ravvede. Il testo è stato approvato alla Camera il 26 febbraio 2014 e da quel momento è fermo al Senato nelle commissioni Ambiente e Giustizia. Ecco i punti principali del testo, che dopo la sentenza della Cassazione sul processo Eternit acquistano una luce diversa. Per disastro ambientale, ad esempio, i termini di prescrizione sono di 12 anni e mezzo. Con questa legge sarebbero raddoppiati, ma l'arco temporale di 25 anni sarebbe stato comunque troppo breve, con il calcolo che parte dal 1986, data di chiusura degli stabilimenti Eternit.

DISASTRO AMBIENTALE. Punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l'ecosistema o compromette la pubblica incolumità.

INQUINAMENTO AMBIENTALE. Prevede la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10 mila a 100 mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità (anche agraria) o l'ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell'aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Scattano invece aumenti per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette.

TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE RADIOATTIVO. Colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10 mila a 50 mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa abusivamente.

IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO. Chi nega o ostacola l'accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a tre anni.

AGGRAVANTE ECOMAFIA. In presenza di associazioni mafiose finalizzate a commettere i delitti contro l'ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattano le aggravanti. Aggravanti sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se c'è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.

SCONTI DI PENA. La pena è ridotta da metà a due terzi nel caso di ravvedimento operoso: ossia se l'imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli, provvede alla bonifica e al ripristino.

RADDOPPIO DELLA PRESCRIZIONE. Per i delitti ambientali i termini di prescrizione raddoppiano. Se poi si interrompe il processo per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa.

OBBLIGO DELLA CONFISCA. In caso di condanna o patteggiamento della pena è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato e delle cose servite a commetterlo.

CONDANNA AL RIPRISTINO. Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, ordina il recupero e dove tecnicamente possibile il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato.

GIUSTIZIA RIPARATIVA. In assenza di danno o pericolo, nelle ipotesi contravvenzionali previste dal codice dell'ambiente si ricorre alla 'giustizia riparativa' puntando alla regolarizzazione attraverso l'adempimento a specifiche prescrizioni. In caso di adempimento il reato si estingue.

COORDINAMENTO INDAGINI. In presenza dei delitti contro l'ambiente ('reati spia'), il pm che indaga dovrà darne notizia al procuratore nazionale antimafia.

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