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PROCESSO 20 Novembre Nov 2014 1102 20 novembre 2014

Eternit, rabbia e dolore dopo la sentenza

Condanna annullata. Lutto a Casale Monferrato. Renzi: «Cambiare le norme sulla prescrizione».

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Rabbia e dolore il giorno dopo la sentenza che ha annullato condanne e risarcimenti nel processo Eternit. Il sindaco di Casale Monferrato, dove si è svolta una manifestazione di protesta, ha proclamato il lutto cittadino. «Continueremo a batterci perché l'amianto sia bandito a livello internazionale», ha detto. Mentre il responsabile legale dell'Associazione familiari vittime dell'amianto ha parlato di «una sentenza del tutto inaspettata, assolutamente demenziale, di fronte a una storia così, che vede ancora oggi persone che muoiono a ritmo di 50-60 l'anno».
LA CASSAZIONE: «NON ERA SENTENZA SUI MORTI». La Cassazione, da parte sua, ha voluto fare chiarezza sulla sentenza con una nota, spiegando che l'oggetto del processo Eternit «era esclusivamente l'esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte, che ha dovuto, però, prendere atto dell'avvenuta prescrizione del reato» nel 1986 con la chiusura degli stabilimenti. Non erano, quindi, «oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata».
CONTESTATI 263 OMICIDI VOLONTARI. A Torino, in ogni caso, sono ancora aperte delle inchieste per il caso Eternit. L'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny è indagato per omicidio volontario in relazione alla morte per mesotelioma di 213 persone: il pm Raffaele Guariniello è pronto a contestare una cinquantina di casi di morte in più, portandoli a 263.
«La Suprema Corte ha sancito che il reato di disastro è stato commesso con dolo», ha fatto notare il pm Raffaele Guariniello, che ha coordinato l'accusa nel processo Eternit di primo e secondo grado. «Che poi sia caduto in prescrizione non cambia nulla. La giustizia non è un sogno, ma qualcosa che si può realizzare. È questa la speranza che dobbiamo dare alla gente».
RENZI: «BASTA INCUBO PRESCRIZIONE». Sull'argomento è intervenuto anche il premier Matteo Renzi, che ha annunciato: «Cambieremo i tempi dei processi e le regole sulle scadenze dei reati. Così la prescrizione è un incubo». Poco dopo ha anche inviato un tweet.


ORLANDO: «DDL PRESCRIZIONE LA SETTIMANA PROSSIMA».
In serata, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha rilanciato: «Il ddl del governo sulla prescrizione inizierà il suo iter parlamentare la prossima settimana e faremo di tutto perchè questo iter sia il più breve possibile».
A sostenere la necessità di una svolta in tempi rapidi era stato anche il presidente del Senato Pietro Grasso: «Non ho letto la sentenza sul caso Eternit e non posso commentare, ma c'è una legge sulla prescrizione che è sbagliata e che va cambiata al più presto, sono 15 anni che lo dico»

Anm: «Da anni chiediamo di cambiare la prescrizione»

A tal proposito, il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli, «alla luce del dibattito pubblico che si è sviluppato sulla vicenda Eternit e che ha visto anche l'intervento del presidente del Consiglio», ha ricordato che «i magistrati hanno sollevato da anni il problema della prescrizione». La politica, ha aggiunto, «si deve interrogare sulla necessità di provvedere con urgenza ad una profonda riforma» sul tema.
IL DOLORE DELLA SIGNORA BLASOTTI PAVESI. Il simbolo della sofferenza collettiva è Romana Blasotti Pavesi, che ha subito cinque lutti in famiglia a causa dell'amianto. «Ho una grande rabbia addosso», ha detto a La Stampa. «Non pensavo di provarla ancora, e invece mi sento una forza tenace per andare avanti. Tutto quel che abbiamo fatto, partendo da Casale, per decenni, deve lasciare un segno, deve servire da esempio per tutti i casi come questo. Nessuno più deve permettersi di fare, impunito, quel che è stato fatto a noi e solo per profitto. Il disastro che abbiamo patito e continuiamo patire non può sfumare così».
SODDISFATTI I LEGALI DI SCHMIDHEINY. Soddisfazione, invece, dai legali difensori di Schmidheiny. Franco Coppi e Astolfo Di Amato hanno ribadito che il loro assistito ha subito un processo «arbitrario», nel quale «sono stati violati i principi di legalità e di giusto processo». Il loro appello, ora che la Cassazione ha smontato la «teoria del complotto», messa in piedi dai giudici torinesi perché sotto pressione, è adesso quello di mettere al riparo da «altri processi ingiustificati».
Intanto il Paese continua a combattere con un problema che riguarda ancora oltre 30 mila siti: «Il lavoro è ancora lungo, ancora si vedono gli effetti di quello che è stato fatto con l'impiego dell'amianto, ma se non interveniamo questi effetti andranno ancora avanti», ha affermato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha annunciato 15 milioni di euro «subito spendibili» per le bonifiche da amianto. «Non verranno computati nel Patto di Stabilità», ha aggiunto. «È nostro dovere dare un segnale concreto».

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