LUTTO 20 Novembre Nov 2014 1055 20 novembre 2014

Morta Cayetana Fitz-James: era la duchessa d'Alba

Muore Fitz-James, l'aristocratica più titolata d'Europa. Polomite fatale. Ft e vd.

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È morta il 20 novembre a 88 anni nel Palazzo di Dueñas di Siviglia, la città in cui si sentiva più felice e dove si sposò per la terza volta nell'ottobre 2011 con un uomo di 24 anni più giovane, per poi ballare scalza in strada, nella sua ultima sfida da indomabile.
Con Maria del Rosario Cayetana Fitz-James Stuart de Silva, la XVIII duchessa d'Alba, se ne va il pezzo da novanta dell'aristocrazia spagnola, sopravvissuta alla dittatura, alla transizione alla democrazia, agli scandali, alla crisi e alla caduta in disgrazia della monarchia (guarda le foto).
PATRIMONIO DI 600 MLN DI EURO. Con oltre 58 titoli nobiliari, 14 volte Grande di Spagna e una fortuna personale e patrimoniale stimata in oltre 600 milioni di euro, la duchessa ribelle era la nobile più blasonata del mondo, al cospetto della quale perfino la regina Elisabetta d'Inghilterra era costretta a inchinarsi.
Un verso sciolto dell'aristocrazia per alcuni, moderna anticonformista per altri. Per lo storico ex presidente socialista Alfonso Guerra era soprattutto «una donna libera e coraggiosa che si è messa il mondo in testa come un cappello da torero».

All'arrivo nella camera ardente (i funerali sono in programma venerdì 21), nel Salone Colombo del municipio, il feretro portato dai nipoti e scortato dai sei figli e dal marito, Alfonso Diez, è stato accolto da lunghi applausi.
IL CORDOGLIO DELLE AUTORITÀ. Il re Felipe VI ha chiamato il vedovo, Alfonso Diez e il duca di Huescar, Carlos Fitc-James Stuart, primogenito della duchessa.
Assieme ai monarchi, con la regina Letizia in visita a Roma, il re e la regina emeriti, Juan Carlos e Sofia, hanno inviato corone di fiori.
Il premier Mariano Rajoy ha espresso il cordoglio a nome del governo, nel ricordare l'importante azione svolta dalla duchessa come mecenate: «Le dobbiamo la cura di un patrimonio artistico eccezionale», ha scritto su Twitter.

Nata il 28 marzo 1926 nel madrileno Palazzo di Liria, la XVIII duchessa d'Alba ebbe come padrini di battesimo il re Alfonso XIII e la regina Vittoria.
Figlia unica, rimasta a sette anni e orfana di madre e affidata alle cure del padre Jacobo, cugino di Winston Churchill e ambasciatore di Spagna nel Regno Unito, dell'educazione ricevuta a Londra durante la Guerra Civile spagnola conservava il dominio di cinque lingue e la mentalità cosmopolita.
FIGLIA DELLA CULTURA ANDALUSA. Amica di Jacqueline Kennedy e di Sofia di Grecia, si dichiarava soprattutto sivigliana e figlia della cultura andalusa, della quale amava tutto, dalle danze al flamenco alle corride.
«Sono una donna con un po' di sangue gitano e un po' di magia, sempre disposta a vivere la vita al meglio possibile», si era descritta nella biografia Yo Cayetana (2011).

Alla morte del padre dovette far fronte alla ricostruzione e alla manutenzione di un'enorme eredità culturale e storica che comprendeva 20 castelli, nove palazzi e 34 mila ettari in proprietà terriere e tenute pari alla metà dell'isola di Minorca. E una collezione d'arte che comprende da Goya a Murillo, da Velazquez a Canaletto, a Rubens e Picasso, alla prima Bibbia tradotta in castigliano, alle lettere manoscritte di Cristoforo Colombo.
SPERPERATI 20 MILIONI NEL 1947. Fra leggenda e realtà, c'è chi assicura che investì la metà della sua fortuna per riportare all'antico splendore il casato d'Alba. Ma prima, nel 1947, sperperò 20 milioni dell'epoca nel matrimonio con l'aristocratico Luis Martinez de Iruco, padre dei suoi sei figli (Carlos, lfonso, Jacobo, Fernando, Cayetano ed Eugenia) che Le Monde e il New York Times definirono le nozze più care di sempre, in una Spagna in ginocchio per la miseria.

Cinque anni dopo la morte del primo marito, nel 1978, si risposò con un ex gesuita, Jesus Aguirre, per restare di nuovo vedova nel 2001.
Dopo anni di solitudine e declino fisico, costretta su una sedia a rotella da un'idrocefalia, dopo il miracolo fatto dalla chirurgia aveva ripreso a ballare. E l'età avanzata e gli acciacchi non le avevano impedito di contrarre il suo terzo matrimonio con un 'giovane' funzionario del ministero del Lavoro.
AL VIA UNA BATTAGLIA LEGALE? «Se io non entro nella vita degli altri, nessuno entri nella mia», tuonò per potersi sposare, contro la volontà dei figli e dopo aver ripartito l'eredità. Un accordo nero su bianco su beni, società di investimenti e terreni con cui il nuovo consorte rinunciava a quasi tutto, impegnandosi ad avere cura della duchessa fino alla fine. «Cosa farò adesso senza di lei?», ha ripetuto il 20 novembre il vedovo accanto al feretro. Da aspettarsi una ferocissima battaglia legale?

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