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NULLATENENTI 20 Novembre Nov 2014 0610 20 novembre 2014

Nuovi poveri, sale l'insofferenza della politica

A Napoli 150 mila indigenti. E l'intolleranza sale. Cresce l'esercito di sindaci sceriffi. Un italiano su due insoddisfatto della propria situazione economica.

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Secondo la Caritas sono 4,8 milioni i poveri assoluti in Italia.

Uffa, i nuovi poveri. Cresce la voglia di arrangiarsi. E cresce l’intolleranza verso chi non ce la fa.
L’ultima “trovata” nel mondo dei disperati li racconta aggirarsi lungo i viali del Cardarelli di Napoli, l’ospedale più grande del Sud d’Italia: gira e rigira, come fantasmi persi tra una panchina da presidiare e un’occhiata al contenitore dei rifiuti, alla fine - a furia di dormire all’addiaccio - ci si sente davvero male (o si fa finta) stravolti da fame, angoscia, delusione infinita.
TUTTO PER AVERE UN POSTO LETTO. È a quel punto che - se si è “fortunati” - si rimedia un paio di paramedici disponibili, viste le precarie condizioni fisiche, al ricovero d’urgenza nel contiguo pronto soccorso.
«Stato di inedia», è la facile diagnosi. Insomma, è fatta: un posto-letto, almeno per qualche notte, è assicurato.
Specie in un ospedale come il Cardarelli di Napoli, in cui - secondo i dati statistici - la pulizia di un posto-letto costa 17 mila euro all’anno contro i 3 mila di ospedali in cui non si spreca.
A chi viene “accolto” in reparto per inedia, oltre al posto-letto, spettano coperte, pillole, pasti caldi, prima colazione. A Napoli sono 150 mila i cosiddetti «poveri assoluti», 417 mila i minori ultra-poveri al Sud.
ANCHE LE MENSE CARITAS SONO PIENE. «La fame», ha detto Pietro Ioia, leader degli ex detenuti organizzati, «spinge il lupo fuori dal bosco».
È grazie a mille stratagemmi come i finti ricoveri che l’esercito dei nuovi poveri riesce a sbarcare il lunario, specie ora che l’assistenza tradizionale non basta più e si fa sempre più complicato trovar posto perfino alle mense Caritas.
Welfare, anno zero. Ma è la crescente insofferenza verso chi ha perso tutto a rendere ancor più dura la vita ai poverissimi.
Ci si finge fantasmi, per sopravvivere: a farlo sono sia gli uomini sia le donne, perlopiù di mezza età, stranieri ma anche italiani, spesso laureati o diplomati, che si spostano come nomadi a ridosso degli ospedali sperando - prima o poi - nel terno al lotto di un’accoglienza.
Il fenomeno, segnalano in questura a Napoli, «è in evidente crescita».
ACCATTONAGGIO, LA LEGA RIVUOLE IL REATO. E a nulla serve minacciare - come sta facendo la Lega Nord - la riattivazione del reato di accattonaggio nel codice penale, abrogato nel 1995 con una sentenza della Corte costituzionale.
Fino a un anno di carcere, ammende fino a 10 mila euro.
Ma la paura, si sa, è di chi si sente sazio. «Registriamo», fa sapere un paramedico, «molti episodi di auto-lesionismo, finalizzati al ricovero per forza. Un po’ come accadeva fra i soldati italiani che si mozzavano le dita per tornare a casa, durante la prima guerra mondiale».
Codice rosso? Codice giallo? «No, questa è fame nera: roba indefinibile, senza etichette né precedenti», sussurra un altro paramedico che in corsia ne ha viste tante.
E resta muto, quando ascolta le intenzioni di chi invoca «il pugno di ferro e castighi severi» contro «i finti malati per bisogno».

Sindaci e cittadini, si intensifica la richiesta di castighi

Giuseppe Cuomo, primo cittadino di Sorrento.

Tor Sapienza a Roma, le periferie in ebollizione, i consensi alla Lega, Matteo Salvini che assurge a leader nazionale, la sparata contro gli extracomunitari «maleducati» e «ubriaconi» firmata dal cantante Peppe Barra, peraltro noto per le sue simpatie a sinistra: da quando, il 6 febbraio 2012, il ballerino Roberto Bolle se la prese con i clochard di Napoli che bivaccavano nell’androne antistante il prestigioso teatro San Carlo (per poi pentirsi e chiedere scusa), cresce ovunque l’insofferenza verso «chi non ha».
TRA I PRIMI INTOLLERANTI C'È RENZI. E si intensifica la richiesta di castighi. In pochi ricordano che tra i primi, nel lontano 2009, a cavalcare l’onda dell’intolleranza inventando sanzioni ai danni di chi chiede l’elemosina è stato l’attuale premier Matteo Renzi: da sindaco di Firenze, ha multato fino a 480 euro i trasgressori, ma anche coloro «che si travestono da mimi o suonano la fisarmonica e la chitarra» in strada.
VENETO, BANCA DATI ANTI MENDICANTI. Altri tre sindaci di centrosinistra, quelli di Padova, Treviso e Vicenza, si sono distinti per aver messo insieme il Pa.Tre.Ve., cioè un progetto che prevede la creazione di una banca dati comune per identificare e monitorare h24 - come per l’anti-terrorismo - gli spostamenti dei mendicati sul territorio e la possibilità di infliggere fogli di via della durata di tre anni.
L’iniziativa dei tre sindaci prosegue, sebbene in molti abbiano fatto notare che «in tal modo si fa la guerra ai poveri, ma non alla povertà».
A SORRENTO È VIETATA L'ELEMOSINA. Per non esser da meno, da qualche giorno Giuseppe Cuomo, il sindaco di Sorrento, ha vietato di chiedere l’elemosina «su tutto il territorio cittadino».
A chi sopravvive chiedendo aiuto, il sindaco di Sorrento intende infliggere multe fino a 500 euro. In che modo il malcapitato potrebbe mai racimolare una così ingente somma, non è dato sapere. Né il sindaco lo rende noto.
Cuomo non ha spiegato neanche perché mai abbia annunciato che il denaro incassato con le multe sarebbe stato «devoluto in beneficenza alla locale sezione Caritas», visto che il direttore dell’Unità pastorale don Mimmo Leonetti ha tenuto a precisare che «non solo non sappiamo nulla dell’iniziativa», ma «non ne condividiamo lo spirito né intendiamo esserne coinvolti in qualsiasi modo».
«SPOT ELETTORALE DI STAMPO LEGHISTA». Ancor più esplicito (e infastidito) è apparso don Carmine Giudici, che coordina le sette parrocchie di Sorrento: «Questo del sindaco mi sembra uno spot elettorale di stampo leghista. È mai pensabile che la Caritas possa accettare di essere destinataria di soldi confiscati ai poveri cristi?».

A Pompei multate le prostitute vicino agli Scavi

Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca.

Da Sorrento a Pompei: mano altrettanto pesante viene riservata alle prostitute fermate in via Plinio, a ridosso degli Scavi archeologici.
Per loro, come da ordinanza del sindaco, è prevista sanzione per un totale di 69.500 euro. Non si sa quante, fra le decine di donne fermate, saranno in grado di saldare il debito.
Di certo, non riuscirà mai a farlo Liliana, arrivata nella città del Santuario dalla Romania, che è incinta al settimo mese e - come hanno accertato con imbarazzo i carabinieri - «si prostituisce per fame».
DE LUCA ATTACCA GLI EXTRACOMUNITARI. Chi appare a dir poco entusiasta nella sua crociata contro i più poveri è il sindaco di Salerno Enzo De Luca, già in campagna elettorale per le elezioni regionali 2015 (cui intende candidarsi nonostante le remore del suo partito, il Pd, e i guai giudiziari di cui dovrà dar conto): sul web impazza un video virale in cui si vede De Luca mentre litiga furiosamente, paonazzo in viso per la rabbia, contro un gruppo di sue attempate concittadine che lo rimproverano per gli insulti da lui indirizzati a un giovane extracomunitario che, davanti a un supermercato, aiuta ogni giorno le casalinghe a caricare in auto le buste con la spesa in cambio di qualche centesimo.
Il sindaco, inflessibile sull’accattonaggio, ha intimato ai vigili urbani di identificare l’extracomunitario che ha tentato la fuga.
FARE DA SCERIFFO CONTRO I PIÙ DEBOLI. Secondo i vigili, il giovane avrebbe reagito con violenza. Secondo i cittadini, la violenza sarebbe stata dei vigili. E del sindaco, che urlava come un matto contro le casalinghe secondo lui complici del criminale.
De Luca non è nuovo agli atteggiamenti da sceriffo: di lui si racconta di quando prese a schiaffi in pubblico una giovane prostituta.
E di quando inseguì personalmente lungo il corso di Salerno un ambulante straniero che fuggiva a gambe levate, terrorizzato dalle sue minacce.
BOBBIO, ROBIN HOOD ALL'INCONTRARIO. Esagerato, fuori luogo, per molti «ai limiti del fanatismo». Eppure, parva res rispetto all’ex sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio (detto anche dai nemici «il Robin Hood al’incontrario») che, da ex pm, è giunto al punto da comminare supermulte da 50 a 500 euro perfino a chi veniva colto a rovistare nei cassonetti in cerca di avanzi da mangiucchiare. O da rivendersi, al mercato del Niente.

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