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INTERVENTO 20 Novembre Nov 2014 1123 20 novembre 2014

Papa Francesco, il discorso alla conferenza della Fao

Il pontefice alla sede di Roma dell'organizzazione: «Quando manca la solidarietà, ne risentono tutti».

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Papa Francesco alla conferenza sulla malnutrizione organizzata a Roma dalla Fao.

«È doloroso constatare come la lotta contro la fame e la denutrizione sia ostacolata dalla priorità del mercato e dalla preminenza del guadagno, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria». Papa Francesco ha cominciato così il suo discorso alla seconda Conferenza Internazionale sulla nutrizione organizzata dalla Fao. Poco prima di entrare nella sala, il pontefice ha incontrato brevemente la regina Letizia di Spagna, che aveva appena concluso il suo intervento. Il 13 dicembre, invece, riceverà in udienza il premier Matteo Renzi.
DISCORSO IN SPAGNOLO. Il discorso di Papa Francesco è stato pronunciato in spagnolo, preceduto a sua volta dal saluto del ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, presidente della Conferenza, e dall'introduzione di Josè Graziano da Silva, direttore generale della Fao.
«POVERI DIMENTICATI». «Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri», ha osservato il Papa. «Forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. E mentre si parla di nuovi diritti, l'affamato è lì, all'angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina».
MANCANZA DI SOLIDARIETÀ. «La sfida che si deve affrontare è la mancanza di solidarietà. Le nostre società sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione. Ciò finisce col privare i più deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni», ha detto ancora il pontefice. «Quando manca la solidarietà in un Paese, ne risentono tutti. Di fatto, la solidarietà è l'atteggiamento che rende le persone capaci di andare incontro all'altro e di fondare i propri rapporti reciproci su quel sentimento di fratellanza che va al di là delle differenze e dei limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune».
GLI STATI «AGISCANO DI COMUNE ACCORDO». Agli Stati, «concepiti come comunità di persone e di popoli», ha detto Papa Francesco, «viene chiesto di agire di comune accordo: una fonte inesauribile d'ispirazione è la legge naturale, iscritta nel cuore umano, che parla un linguaggio che tutti possono capire: amore, giustizia, pace, elementi inseparabili tra loro. Come le persone, anche gli Stati e le istituzioni internazionali sono chiamati ad accogliere e a coltivare questi valori in uno spirito di dialogo e di ascolto reciproco. In tal modo, l'obiettivo di nutrire la famiglia umana diventa realizzabile».
CONTRO LA FAME DIRITTI GLOBALI. Secondo il pontefice, «ogni donna, uomo, bambino, anziano deve poter contare su queste garanzie dovunque. Ed è dovere di ogni Stato, attento al benessere dei suoi cittadini, sottoscriverle senza riserve, e preoccuparsi della loro applicazione. Ciò richiede perseveranza e sostegno. Sono criteri che, sul piano etico, si basano su pilastri come la verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà; allo stesso tempo, in campo giuridico, questi stessi criteri includono la relazione tra il diritto all'alimentazione e il diritto alla vita e a un'esistenza degna, il diritto a essere tutelati dalla legge, non sempre vicina alla realtà di chi soffre la fame, e l'obbligo morale di condividere la ricchezza economica del mondo».
DIFENDERE LA MADRE TERRA. Papa Francesco ha lanciato anche un forte appello per la difesa della «Madre Terra», e ha ammonito con un proverbio che arriva dall'Argentina, suo luogo di nascita: «Dio sempre perdona, gli uomini perdonano a volte, la natura non perdona mai». Al termine del suo discorso, Francesco ha lasciato la sede della Fao a Roma e ha fatto rientro in Vaticano.

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