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GIUSTIZIA 20 Novembre Nov 2014 0945 20 novembre 2014

Pedofilia, Cassazione: processo a don Seppia da rifare

La decisione della Suprema corte. Ora l'accusa è tentati atti sessuali con minorenne. Si torna in Appello.

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Don Riccardo Seppia.

È da rifare il processo d'Appello per don Riccardo Seppia che era stato condannato a nove anni sei mesi e 20 giorni per reati legati alla pedofilia e alla cessione di stupefacenti.
A deciderlo è stata la Cassazione che ha riqualificato il reato di tentata induzione alla prostituzione minorile in tentati atti sessuali con minorenne e ha annullato la sentenza impugnata dalla difesa relativa alla continuazione e alla determinazione della pena.
La Cassazione ha così parzialmente annullato la sentenza, rinviato ad altra sezione della Corte d'Appello di Genova per una nuova decisione. L'ex parroco di Sestri Ponente era stato arrestato il 14 maggio 2011.
NOVE ANNI IN APPELLO. La Corte d'appello del capoluogo ligure, il 22 marzo 2013, aveva confermato la sentenza di primo grado.
Don Seppia, difeso dall'avvocato Paolo Bonanni, era stato accusato di violenza sessuale su minore, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di stupefacenti a minori e cessione di cocaina all'ex seminarista Emanuele Alfano, anche lui arrestato nell'ambito della stessa inchiesta con l'accusa di induzione alla prostituzione minorile.
Il difensore dell'ex parroco aveva fatto ricorso in Cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza d'Appello e che si ricelebrasse il processo.
INCHIESTA DAL GIRO DI DROGA. L'inchiesta era partita da Milano dove i carabinieri stavano indagando su un giro di droga spacciata in palestre e saune frequentate in particolare da omosessuali. A inchiodare l'ex parroco vi furono le testimonianze di alcuni ragazzini tra i quali un chierichetto 15enne che aveva raccontato di aver subito, in sacrestia, «attenzioni particolari» del sacerdote mai sconfinate, però, in atti sessuali veri e propri. E poi, a smascherare le responsabilità dell'ex sacerdote, vi furono le intercettazioni e gli sms, oltre alle chiamate con l'amico Alfano al quale don Seppia avrebbe confidato le sue fantasie sessuali con i ragazzini.

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