Fincantieri Palermo 141121192144
SENTENZA 21 Novembre Nov 2014 1923 21 novembre 2014

Amianto, per Fincantieri condanna confermata in Cassazione

Risarcimento alle vittime, Inail e Fiom. Pene ridotte per alcune prescrizioni. 

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Operai davanti alla Fincantieri di Palermo.

A pochi giorni dal caso Eternit Sono state confermate dalla IV Sezione Penale della Cassazione le condanne per omicidio colposo a carico di tre ex dirigenti della Fincantieri di Palermo per la morte di 37 operai a causa di tumori causati dall'amianto per la malattia per 24 persone.
Pene ridotte per alcune prescrizioni e confermati i risarcimenti alle vittime, a Inail e Fiom.
Nel procedimento che si è concluso l'istituto assicurativo si è visto invece confermare il diritto alla restituzione almeno di buona parte dei circa sette milioni di euro anticipati per le vittime di Fincantieri che dovrà provvedere a restituire le ingenti somme
TRE PENE RIDOTTE. In particolare, la IV Sezione penale ha ridotto per prescrizione la condanna per Luciano Lemetti che passa da 4 anni e 2 mesi a 3 anni e 6 mesi, per Giuseppe Cortesi da 3 anni e 5 mesi a 3 anni e 1 mese, e Antonino Cipponeri da due anni e 8 mesi di reclusione a 2 anni, 7 mesi e 10 giorni.
A quanto si è appreso si sarebbero prescritti gli omicidi colposi avvenuti tra il 1998 e il 2000. Resta quindi confermato il verdetto emesso il 6 novembre 2012 dalla Corte di Appello di Palermo. In primo grado sono stati liquidati dal giudice con provvisionali circa 5 milioni di euro.
LEGALE INAIL: «PIENA SODDISFAZIONE». L'avvocato generale dell'Inail Giuseppe Vella ha espresso «piena soddisfazione» per il verdetto della Cassazione. «È stata confermata la nostra linea in base alla quale riteniamo che l'Inail ha diritto ad essere indennizzata per quanto ha dato alle vittime e ai loro familiari in termini di sostegno economico», ha dichiarato il legale. A quanto si è appreso l'Inail ha pagato circa 8 milioni e mezzo di euro per prestazioni assicurative e ha avuto una provvisionale in suo favore di 4 milioni e 100 mila euro. «Il resto ci verrà dato con la causa civile», ha spiegato Vella.
In fututo si stabilità con quale cifra deve essere completamente risarcito l'Inail e le altre parti civili.
Vella ha aggiunto che il differente esito processuale di queste due vicende, dimostra che certamente il processo penale ha le sue vicissitudini, ma c'è qualcosa che non va nel nostro ordinamento e sarebbe meglio correggere fin dall'inizio i processi che presentano criticità».
Apprezzamento è stato manifestato da Vella anche per il sostituto procuratore generale della Cassazione Giuseppina Fodaroni che nella sua requisitoria aveva chiesto la conferma delle condanne, al netto delle prescrizioni, e dei risarcimenti.
CONFERMATI I GIUDIZI DI PRIMO E SECONDO GRADO. «La sentenza conferma i giudizi di primo e secondo grado: a Palermo, Fincantieri, che ha negato l'uso di amianto, ha violato sistematicamente per anni la normativa sulla sicurezza, senza informare i lavoratori né dotare gli operai degli strumenti di protezione» ha spiegato il legale del sindacato dei metalmeccanici Fabio Lanfranca.
«Infine», ha fatto notare Lanfranca, «secondo i dati processuali, 1.750 lavoratori sono stati mandati in pensione con contributi statali dopo che per anni sono stati esposti all'amianto».

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