Terni 141120061008
VERTENZA 21 Novembre Nov 2014 1900 21 novembre 2014

Caso Ast, appelli di Renzi e Guidi: soluzione più vicina

Il premier: «Prevalga responsabilità». Il ministro: «Creare clima per accordo», confronti tra dipendenti.

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La protesta di un operaio dell'Ast di Terni.

Possibile svolta sulle vertenze delle acciaierie a Terni.
«Se prevale la responsabilità, siamo veramente vicini alla soluzione a Terni»: il senso dell'attesa da parte di lavoratori, sindacati e istituzioni, per il nuovo incontro di mercoledì 26 novembre al Ministero dello Sviluppo economico è nelle parole del premier Matteo Renzi, tornato sulla vertenza sull'Ast a margine della firma, a Palazzo Chigi, dell'accordo di programma per la riconversione dell'area Ferriera di Servola.
APPELLO DI GUIDI. Da tutti vengono sottolineati i «passi avanti» fatti fino ad ora, ma preoccupa lo sciopero, che prosegue.
«Faccio un appello», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, «perché prevalga il senso di responsabilità».
Il ministro, «pur rispettando l'indipendenza delle parti». ha chiesto una riflessione, anche considerando il lungo blocco produttivo e le implicazioni che può avere sul futuro commerciale dell'azienda, in modo che si arrivi all'incontro di mercoledì «in un clima che consenta di chiudere l'ultimo pezzo dell'accordo» e salvaguardare così un'azienda e un sito produttivo «strategico» per l'Italia.
AUSPICIO DI MARINI. E la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha a sua volta espresso l'auspicio «che sia possibile articolare in maniera diversa anche le forme di protesta».
Guidi ha spiegato che «il negoziato è ancora aperto ma si sono registrati notevoli passi avanti anche grazie all'azione del governo che ha ottenuto una modifica sostanziale del piano industriale, avanzamento riconosciuto anche dai sindacati».
Le distanze maggiori, ha aggiunto, ora si registrano «sull'integrativo».
NO DI LANDINI A LICENZIAMENTI. Da parte sindacale, il segretario della Fiom, Maurizio Landini ha annunciato: «Noi i licenziamenti non li firmeremo mai, nè a Terni, nè mai».
E la Fismic ha sottolineato che «grazie alla lotta dei lavoratori si riuscirà a garantire un futuro occupazionale più sereno», condividendo tuttavia l'appello del governo alla responsabilità «da parte di tutti».
Intanto, a Terni, il confronto si fa più acceso: sindacati e dipendenti, arrivati al 31esimo giorno di sciopero, rivendicando la loro autonomia di scelta, valutano le prossime mosse.
C'è anche chi propone un referendum «per decidere se riprendere le attività produttive».

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