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TARANTO 21 Novembre Nov 2014 1946 21 novembre 2014

Delitto Scazzi, Sabrina e Cosima restano in carcere

La decisione della Corte d'assise d'appello di Taranto nella seconda udienza. No a perizia per Misseri.

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Cosima Serrano, Sarah Scazzi e Sabrina Misseri.

Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono destinate a rimanere in carcere per tutta la durata del processo d'appello sulla morte di Sarah Scazzi. Mentre per Michele Misseri non ci sarà un nuovo esame in aula, e l'agricoltore di Avetrana non sarà sottoposto a perizia per valutare la sua capacità di intendere e di volere, come chiesto invece dal suo difensore. Sono queste le prime decisioni della Corte d'assise d'appello di Taranto, che ha iniziato a celebrare il giudizio di secondo grado.
IMPUTAZIONI GRAVI. I giudici hanno motivato la scelta di stoppare il conteggio dei giorni che separavano Sabrina e Cosima da un eventuale ritorno in libertà con la complessità del processo stesso, la gravità delle imputazioni a loro carico e l'ampiezza dei motivi d'appello. La Corte, con la stessa ordinanza, ha deciso anche di far trascrivere da un perito il contenuto di alcune conversazioni telefoniche, parte delle quali intercorse tra Sabrina Misseri e il padre Michele nelle prime ore del 7 ottobre 2010, quando l'agricoltore fece ritrovare i resti di Sarah Scazzi in un pozzo nelle campagne di Avetrana.
ANCORA INCERTO IL SOPRALLUOGO NELLA VILLETTA. I giudici non hanno ancora deciso sulla richiesta dei difensori di Cosima Serrano di compiere un sopralluogo nella villetta dei Misseri ad Avetrana, luogo dove il delitto è stato consumato. Le ultime riserve verranno sciolte nell'udienza del 12 dicembre. Il processo d'appello, giunto alla seconda udienza, è ancora in fase di 'riscaldamento'. In aula lo sguardo di Concetta Serrano, la mamma di Sarah, non si è mai incrociato con quelli della nipote Sabrina e della sorella Cosima, chiuse in una gabbia di vetro. Rivederle, aveva detto ai cronisti Concetta prima di entrare in aula, le provoca «reazioni che non si possono spiegare». Vite e legami famigliari spezzati, che non potranno più trovare modo di ricomporsi.

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