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CASO 21 Novembre Nov 2014 1800 21 novembre 2014

Eternit, difesa Schmidheiny: «Non si può processare due volte»

Il legale del miliardario: «I fatti della procura di Torino sono gli stessi della Cassazione».

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Alcuni cartelli con la foto del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, giudicato in primo e in secondo grado a Torino.

Nuovi sviluppi sulla sentenza Eternit.
Il processo per omicidio a Stephan Schmidheiny non si può fare perché «si scontra con il principio che non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto».
È quanto ha sottolineato il professor Astolfo Di Amato, avvocato difensore dell'imprenditore svizzero, condannato inizialmente a 18 anni per disastro ambientale.
NE BIS IN IDEM. Il principio indicato dal professore, che assiste Schmidheiny insieme al collega Franco Coppi, è noto fra i giuristi con la locuzione latina 'ne bis in idem'.
«I fatti elencati dalla procura di Torino nell'inchiesta per omicidio volontario sono gli stessi che sono stati portati al vaglio della Cassazione nell'ambito del processo per disastro doloso. Vengono solo riproposti in modo diverso», ha detto Di Amato.
L'avvocato ha ribadito che «queste accuse sono infondate nel merito perché Schmidheiny si è sempre adoperato per la protezione dei lavoratori della Eternit e delle popolazioni delle città in cui sorgevano gli stabilimenti».

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