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TRAGEDIA 21 Novembre Nov 2014 1857 21 novembre 2014

Scontri a Milano, donna incinta perde il bambino

Ha raccontato di essere stata colpita durante lo sgombero di un centro sociale.

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Milano: scontri tra manifestanti e forze dell'ordine in via Ravenna dopo lo sgombero di due centri sociali (18 novembre 2014).

Non si placa la tensione che da giorni ormai si respira a Milano tra occupazioni abusive di case popolari, sgomberi e azioni violente da parte degli antagonisti che si sono schierati a fianco degli occupanti.
Il 21 novembre una donna ha denunciato di aver perso il bimbo che portava in grembo da sei mesi a causa di una manganellata che avrebbe ricevuto negli scontri del 18 novembre a Milano, quando le forze dell'ordine erano intervenute per gli sgomberi di due centri sociali in zona Corvetto.
RICOVERATA ALLA MANGIAGALLI. Da quanto si è saputo, la procura di Milano ha ricevuto un'informazione da parte della clinica Mangiagalli dove la donna è stata ricoverata il 21 novembre e accertamenti sono in corso da parte degli inquirenti.
In ospedale la donna, originaria della Romania, ha spiegato di essere alla ventesima settimana. Ha perso il bambino nel cuore della notte e ha raccontato ai medici e agli infermieri di essere stata coinvolta (e picchiata) nella guerriglia urbana del 18 novembre a Corvetto.
Già quella mattina, tra l'altro, davanti alla telecamere, aveva detto «mi hanno dato col bastone e sono incinta, mi hanno preso la pancia», sostenendo di aver subito una manganellata, piangendo e mostrando la pancia. «Non lavoro da tre mesi», aveva aggiunto, raccontando anche di avere altri figli, tra cui una bimba di 9 anni e un ragazzo di 19 anni.
I MEDICI: «NO SEGNI DI PERCOSSE». Nella segnalazione i medici hanno riportato il suo racconto, ma hanno anche sottolineato che, a una prima visita, la paziente non ha presentato segni evidenti di percosse. Tocca agli esami istologici chiarire le motivazioni della morte del feto.
La procura di Milano, con il pm di turno Gianluca Prisco e il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, sta seguendo direttamente il caso e, come è stato chiarito, «sono in corso accertamenti che saranno seri, rigorosi e scrupolosi».
La donna, 37 anni, occupante abusiva di una casa in zona Corvetto, è assistita dall' avvocato Eugenio Losco, ed è stata ascoltata dal pm Prisco nell'ambito del fascicolo che è stato aperto sulla vicenda.
Una denuncia formale da parte della donna, invece, a quanto risulta, non è stata presentata.
FIACCOLATA DEGLI ANARCHICI IN VIA GOLA. In serata, intanto, anarchici e comitati per la casa hanno manifestato in via Gola con una fiaccolata sul tema delle occupazioni abusive e contro gli sgomberi. Una manifestazione che, da quanto si è saputo, non è stata organizzata a seguito della notizia relativa all'aborto della donna.
INDAGINI SUL ROGO ALL'ALER. Nel frattempo, proseguono le indagini degli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Romanelli, sui diversi episodi che si sono verificati in questi giorni. Si indaga sull'incendio doloso che nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19, verso le 2.30, ha danneggiato la sede Aler (l'azienda lombarda di edilizia residenziale) di via Inganni.
Tra le ipotesi di reato c'è la fabbricazione e detenzione di materiale esplodente, ossia la molotov che sarebbe servita per appiccare il fuoco. E si cerca di capire se ci siano collegamenti con una serie di altri danneggiamenti che si sono verificati in varie zone di Milano quella stessa sera, quando un corteo di antagonisti partendo da via Ravenna ha cercato di arrivare fino al carcere di San Vittore, sfasciando le vetrine di alcuni negozi e banche lungo il percorso.
NEL MIRINO DI INQUIRENTI ANTAGONISTI-ANARCHICI. Tra le azioni violente di questi giorni anche l'assalto a un circolo del Pd e poi pietre ed estintori lanciati contro le forze dell'ordine in uno dei tanti cortei. Il fronte caldo su cui si stanno concentrando le analisi degli investigatori è quello di un gruppo ampio di antagonisti-anarchici che gravitano anche attorno ad altri movimenti, come i 'No Tav'.

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