Consob 131018130112
INCHIESTA 23 Novembre Nov 2014 0929 23 novembre 2014

Inchiesta Unipol-FonSai, relazioni pericolose tra Consob e Mediobanca

La procura: «Vincenzi plenipotenziario di Mediobanca per la sorte del gruppo Fondiaria».

  • ...

La Consob è la Commissione nazionale per le società e la Borsa.

L'inchiesta milanese sul caso Unipol-FonSai si è arricchita di nuovi elementi a proposito delle relazioni 'pericolose' tra Consob e Mediobanca. Come riportato dal Fatto Quotidiano, dalle carte depositate venerdì 21 novembre sembra emergere un'assidua consuetudine tra controllore e controllato, fatta di rapporti all'insegna dell'informalità, delle confidenze e della comunicazione di informazioni riservate.
L'INCONTRO TRA VEGAS E NAGEL. All’epoca dell’annuncio dell’operazione, fece scandalo l'incontro tra il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, e l'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel. Il primo informò il secondo che l’autorità di vigilanza non avrebbe potuto dare il via libera all’acquisizione se non fossero stati modificati i termini. Formalmente però, Mediobanca non aveva alcun ruolo nella vicenda. Sia Unipol, sia i Ligresti, avevano i loro consulenti finanziari e legali, gli unici soggetti teoricamente abilitati a interloquire con le autorità di vigilanza.
INTERCETTAZIONI SCOTTANTI. Agli atti dell'inchiesta sono finite anche una serie di intercettazioni sull’utenza di un dirigente di Mediobanca, Stefano Vincenzi. La procura di Milano lo ha definito il «plenipotenziario di Mediobanca nella definizione della sorte del gruppo Fondiaria». Dalle telefonate emergerebbero frequenti scambi di informazioni, anomali rispetto al normale rapporto tra controllato e controllore. In una telefonata del dicembre 2013, ad esempio, Vincenzi riferiva al suo interlocutore che «purtroppo ci salta la riunione con Vegas a Milano […] perché hanno dei problemi in Toscana giganteschi». Un riferimento al fatto che in Consob è andata la Fondazione del Monte dei Paschi: «C’hanno un casino, magari te lo spiego a voce martedì, questi vogliono votare contro […] Questi vogliono costringere a votare a favore con le buone o con le cattive, ma parliamone a voce va». Uno scambio inusuale, considerando che Monte dei Paschi è una banca quotata e che i funzionari Consob sono obbligati al segreto d’ufficio.
«A TE TI DICE LE COSE COME STANNO». Il Fatto Quotidiano riporta anche un’altra telefonata di Vincenzi al suo collega, in data 8 gennaio 2014. A proposito di una certa operazione, Vincenzi affermava: «Non hanno trovato elementi ostativi», gestiranno «loro (la Consob, ndr) con Borsa Italiana la cosa senza scoprirci, per ora. Quindi ottengono diciamo un ok di Borsa Italiana sull’operazione di massa e poi andiamo noi a parlarci». Il collega chiedeva quindi se la Consob fosse davvero intenzionata a gestire la cosa in quel modo. La risposta di Vincenzi: Consob dirà a Borsa Italiana «c’è un’operazione che si potrebbe fare così, secondo noi funziona etc. etc. è meglio, se no poi questi (Borsa Italiana, ndr) dicono magari qualcosa che contrasta con quello che decidono loro, capito?». Infine, una precisazione: «Dice Angelo (Apponi, ndr) che per ora ha parlato informalmente e non gli ha parlato di Mediobanca, poi, alla fine qualcosa gli dirà. Però per ora non glielo ha detto». Il collega di Vincenzi, a questo punto, concludeva: «Sì, ok, mi fido perché lui a te ti dice le cose come stanno».

Correlati

Potresti esserti perso