Ambulanza 140915160905
DRAMMA 24 Novembre Nov 2014 1200 24 novembre 2014

Abbandonata in cassonetto, neonata muore a Palermo

La bimba aveva il cordone ombelicale ancora attaccato. Trovata la madre. Aperta un'inchiesta.

  • ...

Un'ambulanza

Era stata trovata in un cassonetto di Palermo in via Di Giorgi da un clochard. E per lei non c'è stato niente da fare: la neonata è morta in ospedale.
Inutili sono stati purtroppo i soccorsi dei medici del reparto di neonatologia che hanno intubato la bimba tentando di rianimarla: la piccola è morta per un'emorragia.
La neonata aveva ancora il cordone ombelicale attaccato quando i soccorritori l'hanno trovata nella spazzatura: a dare l'allarme al 118 erano stati alcuni passanti che avevano sentito il vagito della bambina.
TROVATA LA MADRE. I carabinieri hanno rintracciato la madre: la donna è ricoverata all'ospedale Cervello dove si è recata dopo il parto. Si tratta di una 31enne, che ha altri tre figli, e che risiederebbe a Gemona nel Friuli.
INCHIESTA PER OMICIDIO. Sul caso la procura di Palermo ha ipotizzato il reato di omicidio volontario.
Il pm titolare dell'indagine, Nino di Matteo, ha disposto l'ispezione cadaverica sul corpo della bambina e il sequestro della cartella clinica. I carabinieri, a cui è stata delegata l'indagine, stanno cercando di verificare se vicino al cassonetto ci sono delle videocamere che potrebbero avere ripreso il momento in cui è stata abbandonata la piccola.
La neonata, secondo i primi accertamenti, era sana e sarebbe nata a seguito di una gravidanza normale.
A TROVARLA UN BARBONE. A trovare la piccola ancora viva era stato un barbone.
L' uomo ha capito subito cosa c'era dentro quella borsa lasciata in uno dei quattro contenitori in via Di Giorgi, nella zona del Motel Agip.
L'uomo vive nella zona di via Perpignano e da anni ormai per sfamarsi cerca tra i rifiuti. Non ha mai avuto un vero lavoro: «Ho scostato il lenzuolo e ho visto la piccola. Era bionda. Non credevo ai miei occhi. Avrei voluto dare l'allarme, ma non avevo il cellulare e così ho fermato due donne e ho raccontato quello che c'era dentro».
BORSONE CON FORBICI. Nel borsone rosso insieme alla piccola c'erano un paio di forbici insanguinate, utilizzate per recidere il cordone ombelicale, un lenzuolo e una scarpa da adulto.
Mentre i partner del progetto 'Ninna ho' Mariavittoria Rava (presidente della fondazione Francesca Rava) e Giovanni Rebay (partner di Kpmg) hanno ricodato che «ogni donna può ricorrere alle strutture pubbliche e avvalersi del diritto all'anonimato senza temere l'espulsione, se clandestina, ma vivere l'ospedale come luogo amico».
Accanto al cassonetto, qualcuno ha posato una rosa bianca per ricordare la breve vita della bimba gettata tra i rifiuti.

Correlati

Potresti esserti perso