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MAFIA 24 Novembre Nov 2014 2000 24 novembre 2014

Capaci bis, Brusca: «Per Falcone quattro progetti di attentato»

Le rivelazioni del pentito: «A partire dall'83 lo pedinai, Riina pensava a bomba a Roma».

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Il pentito di Cosa Nostra Giovanni Brusca.

Rivelazioni di Giovanni Brusca sul caso Falcone.
Prima della strage di Capaci ci furono, a partire dal 1983, quattro progetti di attentato da parte di Cosa nostra al giudice.
Brusca, già condannato per la strage di Capaci, è stato sentito il 24 novembre come testimone, nell'aula bunker di Rebibbia, nell'ambito del processo Capaci bis.
VARI PEDINAMENTI. Una serie di udienze del procedimento si svolgeranno questa settimana a Roma.
«Nell'83 lavorai al pedinamento di Falcone, che veniva seguito quando usciva di casa e andava al tribunale e si progettò anche di imbottire un vespino di tritolo per farlo esplodere», ha detto il criminale siciliano.
Brusca ha poi parlato di un rogetto nell'87 «per colpire Falcone ed era stato preparato un bazooka che fu trovato in campagna, come mi raccontò Di Maggio, ma il progetto non fu portato a termine. Poi ci fu l'Addaura e quindi l'ipotesi di poterlo uccidere a Roma nel 1991, utilizzando però armi convenzionali».
ATTENTATO A ROMA O PALERMO. In sostanza Brusca ha confermato che pressoché contemporaneamente si progettava un attentato a Falcone a Palermo con l'uso di esplosivo e a Roma con armi convenzionali: «Riinaaveva una frenesia perché voleva portare a termine un attentato o a Roma o a Palermo».
Nell'attentato contro il giudice Falcone a Capaci «Cosa nostra decise e Cosa nostra fece?». «Per me sì».
Così il collaboratore di giustizia, Giovanni Brusca: «Nessun soggetto estraneo a Cosa nostra è mai intervenuto nella fase esecutiva di cui io ero l'unico dominus».

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