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EPIDEMIA 24 Novembre Nov 2014 1218 24 novembre 2014

Ebola, primo contagiato italiano: è un medico

È in Sierra Leone. Rientro in Italia la sera del 24 novembre. Ricovero allo Spallanzani.

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Equipe anti-ebola in azione.

Primo caso di Ebola per un cittadino italiano: è un medico di Emergency risultato positivo al virus in Sierra Leone. Il suo arrivo è atteso nella notte fra il 24 e 25 novembre all'aeroporto militare di Pratica di Mare. L'uomo verrà poi ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma.
«Abbiamo avuto notizia dall'Ong Emergency di un medico italiano positivo al virus Ebola in Sierra Leone», ha annunciato il ministero della Salute.
RICOVERO ALLO SPALLANZANI. «Sono state immediatamente attivate l'Unità di crisi della Farnesina e l'Aeronautica militare per le conseguenti attività operative e il trasferimento del paziente presso l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani».
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, d'intesa con il presidente del Consiglio, il ministro della Difesa, il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale e il ministro dell'Interno, «ha dato disposizioni immediate per organizzare il trasferimento e il trattamento del medico italiano con trasporto ad alto biocontenimento».
PREDISPOSTE MISURE DI SICUREZZA. Il medico di Emergency, ha reso noto il ministero, «arriverà in Italia durante la nottata. Sono state predisposte tutte le misure per garantire il trasporto e il ricovero del paziente in massima sicurezza e iniziare tempestivamente il trattamento clinico».

Secondo quanto riferito da Emergency, il medico è in buone condizioni. L'Ong ha assicurato che tutto lo staff del Centro segue una formazione specifica sui protocolli di protezione per evitare il contagio e la diffusione del virus, ma ha anche precisato che «nessun intervento sanitario in un'epidemia così grave può essere considerato completamente privo di rischi».
SITUAZIONE DRAMMATICA IN SIERRA LEONE. In Sierra Leone, ha aggiunto Emergency, la situazione è drammatica: l'epidemia continua a espandersi con oltre 100 nuovi casi al giorno. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 5 mila i malati di ebola nel Paese, ma i dati reali potrebbero essere molto più alti. Infine, l'organizzazione di Gino Strada ha fatto sapere che «per rispetto della privacy del collega e della sua famiglia» per ora non intende rilasciare altre dichiarazioni.

Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è mostrata ottimista: «Mi sento di rassicurare la famiglia che il nostro medico sta bene, non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte, stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma, esprimo la mia vicinanza a lui e alla famiglia e assicuro che il governo italiano tutto è al fianco del nostro connazionale».

È invece guarito e ha già lasciato la Francia il dipendente dell'Unicef colpito dal virus in Sierra Leone e trasferito a Parigi il primo novembre. Lo hanno affermato le autorità sanitarie francesi in un comunicato.
Il paziente, di cui non è mai stata resa nota la nazionalità e neppure il sesso, «è ormai guarito», precisa il comunicato, «e ha potuto già lasciare l'ospedale e la Francia».
SECONDA PERSONA CURATA A PARIGI. Si tratta della seconda persona curata a Parigi dopo un'infermiera francese di Medici senza frontiere, rimpatriata a metà settembre e dichiarata guarita all'inizio di ottobre.
Al momento sono una ventina i pazienti con ebola ricoverati fuori dall'Africa, con la grande maggioranza che è stata dichiarata guarita.
In Africa intanto la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale ha annunciato un programma di formazione per 150 operatori sanitari, originari dei Paesi confinanti, da inviare in Sierra Leone, Liberia e Guinea.

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