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ALLARME 24 Novembre Nov 2014 1915 24 novembre 2014

Francia, allarme per l'aria di Parigi: fa male come fumo passivo

L'allarme in un studio francese: è come stare chiusi in una stanza con otto fumatori.

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Da giorni Parigi deve far fronte all'emergenza smog.

Avviso a tutti i turisti della 'ville lumière': meglio portare la mascherina per i vostri viaggi in Francia.
Secondo uno studio del Centro nazionale di ricerca transalpino (Cnrs) respirare l'aria di Parigi in un giorno di forte inquinamento provoca gli stessi danni del fumo passivo.
STANZA CON OTTO FUMATORI. Per la ricerca le strade della capitale, nei giorni in cui l'aria è satura di polveri sottili, sono paragonabili ad una stanza di 20 metri quadri in cui sono chiusi otto fumatori con la sigaretta accesa.
Il rapporto allarmante si basa sull'analisi della qualità dell'aria negli ultimi 18 mesi nella capitale.
Le Monde lo ha pubblicato in prima pagina (scegliendo una testatina verde al posto di quella azzurra tradizionale), rivelando che ogni volta che un parigino respira inala 100 mila polveri sottili o ultra sottili (le più dannose per la salute).
POLVERI CANCEROGENE. Queste polveri per l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sono carcerogene e che favoriscono asma e malattie cardiovascolari.
E per le quali muoiono più di due milioni di persone ogni anno (sui sette milioni di decessi legati all'inquinamento globale dell'aria).
Per combattere lo smog il comune aveva messo a disposizione gratis i mezzi pubblici e le bici in affitto, ridotto i limiti di velocità su alcune strade e deviato i mezzi pesanti su percorsi alternativi.
Aveva anche finito col cedere alle pressioni degli ecologisti e aveva messo in atto per la prima volta un dispositivo di targhe alterne.
PICCO INQUINAMENTO NEL 2013. Ma il picco di inquinamento più alto nella capitale, benché passato quasi sotto silenzio, è stato registrato in realtà il 13 dicembre 2013.
Quel giorno, alle 18 in punto, nel cielo di Parigi c'erano 6 milioni di polveri sottili per litro d'aria, un numero 30 volte superiore alla soglia considerata normale.
Attualmente la Francia, che l'Europa bacchetta spesso perché i valori limiti degli agenti inquinanti nell'aria non sono rispettati, è il Paese con il parco auto diesel più consistente al mondo (61% del totale dei veicoli circolanti).

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