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CRONACA 25 Novembre Nov 2014 0717 25 novembre 2014

Ebola, arrivato in Italia il medico contagiato

Il volontario di Emergency è allo Spallanzani di Roma. Curato con un farmaco sperimentale.

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È atterrato all'alba del 25 novembre all'aeroporto militare di Pratica di Mare il velivolo dell'Aeronautica con a bordo il medico di Emergency contagiato dal virus Ebola in Sierra Leone. Il paziente, assistito da un team di medici, ha viaggiato in una barella chiusa impiegata per il trasporto aereo di persone colpite da patologie infettive contagiose. È stato poi ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma, struttura adatta a gestire questo tipo di emergenze.
TRATTAMENTO SPERIMENTALE. Il dottore «ha iniziato un trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato, autorizzato con ordinanza dall'Aifa, su indicazione del ministro della Salute», hanno detto i medici nel corso di una conferenza stampa allo Spallanzani. Ha circa 39 gradi di febbre, ma non presenta segni di disidratazione. Al momento del ricovero, hanno detto i medici, il paziente era vigile, collaborante, deambulante e autonomo.
VELIVOLO CONFIGURATO. Il medico contagiato è stato prelevato il 24 novembre in Sierra Leone, dove è atterrato e subito ripartito il Boeing KC 767 dell'Aeronautica configurato appositamente per questo tipo di trasporti sanitari di emergenza. Il velivolo, in particolare, è dotato di una barella chiusa - denominata Aircraft Transit Isolators (Ati) - che garantisce il trasporto in sicurezza di pazienti colpiti da malattie infettive altamente contagiose e diffusibili, tra le quali ad esempio le febbri emorragiche, la sars, il colera e, appunto, l'Ebola.

IN BUONE CONDIZIONI. Tranquilizzanti, nel primo giorno di ricovero, le condizioni del medico. La conferma è arrivata dal sottosegretario alla Salute Vito De Filippo. «Le procedure hanno funzionato molto bene. È stato realizzato in maniera rigorosa quanto previsto da metodiche e protocolli messi a punto per l'evento. Il medico arrivato all'aeroporto di Pratica di Mare è stato trasportato con un'operazione di biocontenimento assoluto all'ospedale Spallanzani. Dalle prime informazioni che abbiamo ricevuto stava bene, mangiava e beveva autonomamente».
«MI SENTO BENE». «State tranquilli, è tutto sotto controllo: mi sento bene e sarò curato», ha detto il medico a una delle sue due figlie, la più grande, come ha scritto La Stampa.
«Io mi sento bene», ha aggiunto al telefono prima di partire, «e sarò assistito e curato nel migliore dei modi. Mi senti? Se ti sto parlando vuol dire che è tutto ok».
LA MOGLIE: «BASTA CON IL CIRCO MEDIATICO». Da Catania, città dove risiede il medico è poi arrivato un appello della famiglia. «Non si specula così sulle persone: basta a questo circo mediatico. A noi interessa soltanto la salute di mio marito». Così ha detto la moglie, aggiungendo: «Siamo rimasti a casa a Enna con le mie figlie perché non è possibile incontrare Fabrizio e per evitare i giornalisti e null'altro».

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