EVENTO 25 Novembre Nov 2014 1111 25 novembre 2014

Papa Francesco, visita al parlamento Ue

Lavoro, migranti e famiglia. Il Santo Padre a Strasburgo bacchetta l'Ue. E dice: «Abbandonare l'idea di un'Unione impaurita e piegata su se stessa». Ft e vd.

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È stata la visita più breve nella storia dei papi: Francesco è arrivato a Strasburgo martedì 25 novembre, e ha tenuto il suo discorso al parlamento europeo e al Consiglio d'Europa, fermandosi in tutto per circa quattro ore nella città francese. Prima di lui, tra i pontefici, soltanto Giovanni Paolo II aveva fatto visita alle istituzioni europee, 26 anni fa.
UN MESSAGGIO DI «SPERANZA E INCORAGGIAMENTO». Il discorso del papa all'europarlamento, iniziato alle 11.15, è terminato con una standing ovation di tre minuti. Molti i temi toccati: lavoro, radici cristiane e laicità dell'Europa, responsabilità dei parlamentari e dovere di accogliere i bisognosi, affinché il Mediterraneo «non si trasformi in un cimitero». Il presidente Martin Schulz, al termine dell'intervento di Francesco, lo ha ringraziato dicendo che le sue parole hanno «toccato il cuore di tutti noi». Il discorso è stato definito da Schulz, che ha donato a Bergoglio un libro sulle memorie di Jean Monnet in spagnolo, «un fruttuoso incoraggiamento» per l'Europa. I parlamentari spagnoli di Izquierda plural, invece, sono usciti dall'aula per protesta: «Basta ingerenze, l'emiciclo non è fatto per i sermoni religiosi».
L'INCONTRO CON RENZI E JUNCKER. Francesco, dopo il suo discorso, ha incontrato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, quello della Commissione Jean-Claude Juncker e quello di turno del Consiglio dell'Ue, il premier italiano Matteo Renzi.

Francesco: «Vergognoso silenzio sulle persecuzioni dei cristiani»


L'ingresso di Francesco nell'emiciclo dell'europarlamento è stato accolto con un applauso lungo due minuti. Il presidente Schulz, prima di lasciare la parola al papa e dopo aver ricordato che sono passati «26 anni dalla visita di Giovanni Paolo II» il cui discorso «fu una pietra miliare per la caduta del Muro», ha detto che l'Unione europea e la Chiesa condividono «sfide comuni» e «valori come la tolleranza, il rispetto, l'uguaglianza, la solidarietà e la pace».
IL PAPA: «NON C'È DIGNITÀ SENZA LAVORO». Papa Francesco ha voluto portare a Strasburgo un messaggio di «speranza e incoraggiamento». «Incoraggiamento», ha detto Francesco, cominciando il suo discorso, «per tornare alla ferma convinzione dei padri fondatori dell'Unione europea, i quali desideravano un futuro basato sulla capacità di lavorare insieme per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione fra tutti i popoli del continente». Persistono, ha aggiunto il papa, «fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si può programmare la concezione, la configurazione e l'utilità e che poi possono essere buttati via quando non servono più, perché diventati deboli, malati o vecchi. Quale dignità può mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, il lavoro che lo unge di dignità?».
«EUROPA MALATA DI SOLITUDINE». «Una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa è la solitudine, propria di chi è privo di legami», ha detto ancora ppa Francesco. «La si vede particolarmente negli anziani, spesso abbandonati al loro destino, come pure nei giovani privi di punti di riferimento e di opportunità per il futuro; la si vede nei numerosi poveri che popolano le nostre città; la si vede negli occhi smarriti dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore».
«BUROCAZIA SOFFOCA GLI IDEALI». «I grandi ideali che hanno ispirato l'Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni», ha proseguito Bergoglio. «Un'Europa che non è più capace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita è un'Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima. Ritengo fondamentale non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bensì soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla sua crescita. Tale contributo non costituisce un pericolo per la laicità degli Stati e per l'indipendenza delle istituzioni dell'Unione, bensì un arricchimento». E ancora: «Da più parti si ricava un'impressione generale di stanchezza e d'invecchiamento, di un'Europa nonna opulenta e non più fertile e vivace».
L'APPELLO: «PRENDETEVI CURA DEI POPOLI». Il papa ha quindi rivolto un appello a tutti gli europarlamentari: «Prendetevi cura della fragilità dei popoli e delle persone. Significa custodire la memoria e la speranza, significa farsi carico del presente nella sua situazione più marginale e angosciante ed essere capaci di ungerlo di dignità. Voi, nella vostra vocazione di parlamentari, siete chiamati anche a una missione grande».
«IL MEDITERRANEO NON SIA UN CIMITERO». «È necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si può tollerare che il mar Mediterraneo diventi un grande cimitero!», ha detto Francesco. Che si è poi concentrato sulle persecuzioni subite dai cristiani nel mondo: «Non possiamo qui non ricordare le numerose ingiustizie e persecuzioni che colpiscono quotidianamente le minoranze religiose, e particolarmente cristiane, in diverse parti del mondo. Comunità e persone che si trovano ad essere oggetto di barbare violenze: cacciate dalle proprie case e patrie, vendute come schiave, uccise, decapitate, crocefisse e bruciate vive, sotto il silenzio vergognoso e complice di tanti».

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