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EPIDEMIA 26 Novembre Nov 2014 1258 26 novembre 2014

Ebola, il medico italiano è stabile: chiede notizie dei pazienti

Trattamento sperimentale ben tollerato. Lui: «Ce la farò, sono in buone mani».

 

 

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Il medio contagiato dall'ebola è stato ricoverato allo Spallanzani di Roma.

È stabile il medico italiano di Emergency affetto da Ebola, ma presenta ancora febbre a 38,5 gradi. Tuttavia «non presenta nuovi sintomi caratteristici della malattia, in particolare non ha segni emorragici». Ha iniziato il 25 novembre il trattamento sperimentale che è stato ben tollerato: il farmaco utilizzato è stato ottenuto con una procedura speciale per l'importazione dei farmaci non registrati. Lo hanno reso noto i medici dello Spallanzani di Roma leggendo il bollettino medico.
CAMMINA ED È AUTONOMO. Il medico di Emergency «cammina, è forte e autonomo. Che le condizioni siano stabili è un buon segno. Stiamo valutando le migliori strategie terapeutiche», ha detto il direttore scientifico dell'istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito.
«VOI COME STATE?». «Allora, voi come state? E i miei pazienti? Come stanno oggi?». Sono le parole del medico riferite da un amico, il suo primario in ospedale, e riportate da Repubblica, che, come altri quotidiani, ha pubblicato virgolettati attribuiti all'uomo, del quale è trapelato il nome di battesimo e l'ospedale in cui lavora in Sicilia. «Mi fa male un po' la schiena. Sai, dieci ore su quella barella, prima in ambulanza, poi in aereo, non è proprio il massimo. È davvero una posizione scomoda», ha scritto il quotidiano. Anche un articolo del Messaggero ha riportato il racconto del viaggio dalla Sierra Leone a Roma: «Per tutto il tempo, come vuole la procedura, sono rimasto nella barella ad alto contenimento. Immobile. Prima ci sono state lunghe ore in ambulanza per raggiungere l'aeroporto dall'ospedale in Sierra Leone. Poi altre sei sul Boeing dell'Aeronautica. Ora finalmente sono qua».
PREOCCUPATO PER LA MADRE. Il Corriere della Sera ha riportato le parole della moglie, che ha deciso di non partire per Roma per sottrarsi al 'circo mediatico', come ha riferito all'Ansa: «Un po' s'è arrabbiato controllando i siti Internet, scoprendo praticamente il suo identikit, pur in assenza di nome e cognome». Il motivo è che vuole tutelare la madre «da una preoccupazione troppo grande per l'età e per il cuore». «State tranquilli, ce la farò, sono in buone mani. Mi cureranno. Ci vediamo presto», sono le parole dell'uomo.

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