Yara Gambirasio 140616183727
CRONACA 26 Novembre Nov 2014 2002 26 novembre 2014

Yara Gambirasio, quattro anni tra dolore e indagini

Il 26 novembre 2010 il rapimento della 13enne, il cui cadavere fu ritrovato tre mesi dopo a Chignolo d'Isola.

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La 13enne Yara Gambirasio è scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo).

Il 26 novembre 2010, attorno alle 18,40 a Brembate Sopra, veniva rapita Yara Gambirasio, il cui cadavere venne ritrovato tre mesi più tardi in un campo di Chignolo d'Isola.
I genitori, Maura e Fulvio Gambirasio, hanno vissuto quattro anni di dolore nell'assoluto riserbo, lontano dai riflettori. «Il rancore, l'odio sono sentimenti sconosciuti alla famiglia Gambirasio», ha spiegato il loro legale, Enrico Pelillo: «vivono nel silenzio il loro dolore e sperano che prima o poi si arrivi alla verità».
LA SVOLTA IL 16 GIUGNO 2014. Per tre anni e mezzo hanno vissuto senza nessuna novità sul fronte delle indagini, dopo l'arresto, alcuni giorni dopo la scomparsa di Yara, del marocchino Mohamed Fikri, poi risultato estraneo al caso. Fino al 16 giugno, quando gli investigatori, dopo mesi di prelievi di campioni di Dna e di analisi, hanno raggiunto la convinzione che il Dna di Ignoto 1, figlio illegittimo dell'autista di autobus Giuseppe Guerinoni, era lo stesso di Massimo Bossetti, il muratore 44enne di Mapello, padre di tre figli e sposato. Da quel giorno, anche la sua famiglia è sprofondata nell'incubo.
LA FAMIGLIA BOSSETTI: «MASSIMO INNOCENTE». La moglie Marita lo ha difeso a spada tratta: «Non può essere stato lui». Alla convinzione della donna si aggiungono la madre e i due fratelli di Bossetti: «Sin da subito hanno espresso una totale vicinanza al dolore della famiglia Gambirasio», ha spiegato il loro avvocato, Benedetto Maria Bonomo, «colpita da questo dramma». Al contempo, «sperano che la giustizia dimostri che non è stato Massimo, perché sono convinti che sia impossibile che un delitto così crudele possa essere stato commesso da lui che è stato per tutta la vita di una assoluta mitezza».
IL RICORDO DI YARA. Il 26 novembre, a Brembate, di Bossetti si parla a fatica e il pensiero va a Yara: «È Yara che vogliamo ricordare oggi. E ci pensiamo tutti i giorni». Più che a Bossetti, sul quale il giudizio rimane sospeso, in paese si pensa ai suoi figli e a sua moglie: «Soffrono anche loro, Allo stesso modo dei Gambirasio. Speriamo solo che la verità arrivi, prima o poi».

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