Papa Turchia 141128163023
MISSIONE 28 Novembre Nov 2014 0920 28 novembre 2014

Papa Francesco in Turchia per un viaggio apostolico

Colloquio con Erdogan e incontri religiosi. Bergoglio: «Unità delle fedi contro il terrorismo».

 

 

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Francesco accolto dal presidente turco Erdogan all'ingresso del palazzo presidenziale di Ankara.

Papa Francesco in Turchia per un viaggio apostolico.
L'aereo su cui ha voltato Bergoglio è partito alle 9 da Roma-Fiumicino per arrivare ad Ankara alle 13 locali (le 12 italiane). Si tratta del sesto viaggio all'estero del suo pontificato, che in tre giorni prevede visite nella capitale Ankara per gli incontri istituzionali e poi ad Istanbul per quelli religiosi, sia a carattere ecumenico con la Chiesa ortodossa di Costantinopoli sia interreligioso con la comunità islamica, durante la visita, la mattina del 29, alla celebre Moschea Blu.
COLLOQUIO CON ERDOGAN. Stretta di mano tra Francesco e il presidente della Turchia Recep Tayyp Erdogan, che ha accolto il pontefice all'ingresso del sontuoso palazzo presidenziale di Ankara, uno dei più grandi al mondo. Francesco ha fatto dono al presidente turco di un quadro in mosaico raffigurante la Veduta di Castel Sant'Angelo, tratto da un dipinto ad olio di Antonello Riommi, pittore romano contemporaneo. Dopo il consueto momento degli inni nazionali, le due delegazioni, vaticana e turca, hanno fatto le reciproche presentazioni.
In Medio Oriente, «non possiamo rassegnarci alla continuazione dei conflitti come se non fosse possibile un cambiamento in meglio della situazione!», ha detto Beroglio durante l'incontro con le autorità turche ad Ankara. «Con l'aiuto di Dio, possiamo e dobbiamo sempre rinnovare il coraggio della pace!», ha aggiunto.

Il dialogo interreligioso in risposta a fondamentalismo e terrorismo

Papa Francesco.

Per raggiungere la meta «alta ed urgente» della pace, ha affermato Francesco durante l'incontro col presidente Erdogan e le altre autorità, «un contributo importante può venire dal dialogo interreligioso e interculturale, così da bandire ogni forma di fondamentalismo e di terrorismo, che umilia gravemente la dignità di tutti gli uomini e strumentalizza la religione». «Occorre contrapporre al fanatismo e al fondamentalismo», ha spiegato, «alle fobie irrazionali che incoraggiano incomprensioni e discriminazioni, la solidarietà di tutti i credenti, che abbia come pilastri il rispetto della vita umana, della libertà religiosa, che è libertà del culto e libertà di vivere secondo l'etica religiosa, lo sforzo di garantire a tutti il necessario per una vita dignitosa, e la cura dell'ambiente naturale».
«PER FERMARE ISIS NON BASTANO LE ARMI». Senza citarlo espressamente, papa Francesco, nell'incontro con Erdogan, ha parlato anche della necessità di fermare l'avanzata dell'Isis: «Nel ribadire che è lecito fermare l'aggressore ingiusto, sempre però nel rispetto del diritto internazionale, voglio anche ricordare che non si può affidare la risoluzione del problema alla sola risposta militare». «È necessario», ha spiegato, «un forte impegno comune, basato sulla fiducia reciproca, che renda possibile una pace duratura e consenta di destinare finalmente le risorse non agli armamenti, ma alle vere lotte degne dell'uomo: contro la fame e le malattie, per lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia del creato, in soccorso di tante forme di povertà e marginalità che non mancano nemmeno nel mondo moderno».
ERDOGAN: «ARGINARE L'ISLAMOFOBIA». Il presidente Erdogan ha espresso a Bergoglio «preoccupazione per la rapida crescita dell'islamofobia», facendo appello a cristiani e musulmani perché lottino insieme per arginare l'islamofobia, che, ha detto, progredisce in modo «serio e rapido». «I pregiudizi si sviluppano fra i mondi islamico e cristiano. L'islamofobia progredisce in modo serio e rapido. Dobbiamo operare insieme contro le minacce che pesano sul nostro pianeta: l'intolleranza, il razzismo e le discriminazioni», ha affermato ancora il presidente turco durante l'incontro col pontefice ad Ankara.
«CONDANNARE VIOLENZA GIUSTIFICATA CON LA FEDE». Per il papa, «la violenza che cerca una giustificazione religiosa merita la più forte condanna, perché l'Onnipotente è Dio della vita e della pace. Da tutti coloro che sostengono di adorarlo, il mondo attende che siano uomini e donne di pace, capaci di vivere come fratelli e sorelle, nonostante le differenze etniche, religiose, culturali o ideologiche».
Francesco, incontrando ad Ankara il presidente per gli Affari religiosi, ha affermato che tra musulmani e cristiani ci può essere un «comune lavoro per trovare adeguate soluzioni» ai conflitti, auspicando «collaborazione di tutte le parti: governi, leader politici e religiosi, rappresentanti della società civile, e tutti gli uomini e le donne di buona volontà». In particolare, «i responsabili delle comunità religiose possono offrire il prezioso contributo dei valori presenti nelle loro rispettive tradizioni».

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