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TRAGEDIA 29 Novembre Nov 2014 1543 29 novembre 2014

Donna e figlio trovati morti: ipotesi omicidio-suicidio

Cadaveri rinvenuti in un appartamento a Massalombarda, nel Ravennate. Carabinieri sul posto.

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I cadaveri di una donna di 30 anni e del figlioletto di un anno sono stati trovati all'interno di un appartamento a Massalombarda, nel Ravennate.
Secondo le prime ipotesi potrebbe trattarsi di un omicidio-suicidio. Per i carabinieri, intervenuti sul posto, potrebbe essere stata una lunga depressione post-partum a spingere all'estremo gesto Gilca Iren Ribeiro Reis, 30 anni, originaria di Salvador in Brasile, che è stata trovata annegata nella vasca da bagno insieme con il figlioletto Enrico Gemelli di 18 mesi.
I due corpi sono stati rinvenuti nell'abitazione a Villa Serraglio di Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, dal compagno della donna, padre del piccolo, un italiano titolare di un'impresa della zona di macchine movimento terra.
L'uomo ha dato l'allarme al 118 e sono intervenute due ambulanze più l'auto col medico a bordo, ma non c'è stato nulla da fare. La salma della donna e quella del piccolo sono stati ricomposte all'obitorio dell'ospedale a Lugo di Romagna.
SUI CORPI NESSUN SEGNO DI AGGRESSIONE. Da una prima ispezione esterna, sembra confermata l'ipotesi di annegamento. Sui corpi non sono stati trovati segni riconducibili ad aggressioni. Gli inquirenti al momento propendono per l'ipotesi di un omicidio-suicidio: la mamma avrebbe deciso la morte per sé e per il piccolo. Per fugare ogni dubbio sono previsti ulteriori accertamenti, anche l'autopsia per chiarire fra l'altro una eventuale assunzione di farmaci da parte della donna. Sembra che la giovane da tempo soffrisse di depressione.
INUTILE L'INTERVENTO DEL COMPAGNO DELLA DONNA. Secondo quanto riferito da un'amica, giusto nella mattina del giorno precedente alla tragedi la donna era stata in ospedale a Lugo per fare alcune analisi mediche. Al momento non sono state trovate lettere che possano spiegare l'accaduto, anche se sono al vaglio dei carabinieri alcuni scritti recuperati nell'abitazione. Il padre del piccolo quando li ha trovati era in compagnia di un altro familiare e, insieme, hanno tentato invano di rianimare la donna e il piccolo. «Ho provato a salvarli ma non ce l'ho fatta», ha ripetuto in continuazione l'uomo, per quasi un'ora, una volta sceso in cortile, quando ormai era certo che non ci fosse più nulla da fare: «Avevo solo bisogno di un po' di aiuto, perché non mi hanno aiutato?».
Per confortarlo sono arrivati altri familiari e amici. Sul posto, oltre ai carabinieri della locale compagnia e dell'investigativo, è giunto anche il pm di turno Lucrezia Ciriello.

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