Giancarlo Galan 140623132300
TANGENTI 29 Novembre Nov 2014 0751 29 novembre 2014

Inchiesta Mose, sì alla scarcerazione di Marco Milanese

Per l’ex consigliere di Giulio Tremonti 'riqualificata' l'accusa di corruzione.

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Giancarlo Galan alla Camera durante la conferenza stampa sulla sua memoria difensiva sul caso Mose (23 giugno 2014).

Marco Milanese può uscire dal carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). La Corte di Cassazione ha riqualificato l’accusa di corruzione a carico dell’ex consigliere politico di Giulio Tremonti in quella più ‘leggera’ di 'traffico di influenze', reato introdotto con la legge Severino nel 2012. ARRESTATO A LUGLIO. Dietro le sbarre a seguito del coinvolgimento dell’inchiesta sulle tangenti per il Mose, il suo nome era venuto fuori il giorno in cui finì agli arresti domiciliari il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Milanese era stato poi arrestato il 4 luglio, ma il fascicolo era passato per competenza all’autorità giudiziaria di Milano che aveva emesso una nuova ordinanza. L’accusa era quella di aver incassato mezzo milione di euro per sbloccare i finanziamenti del Cipe per l’opera veneziana.
ANNULLATA L'ORDINANZA. Ma la Sesta sezione penale della Cassazione ha «riqualificato il fatto come reato previsto dall’articolo 346 bis codice penale e annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata nonché quella del 20 luglio 2014 del gip del tribunale di Milano e ordina l’immediata scarcerazione del Milanese se non detenuto per altra causa».
PRESUNTO GIRO DI 'MAZZETTE'. Per Milanese, la competenza del filone d'inchiesta era passata a Milano per un presunto giro di 'mazzette' che sarebbe avvenuto nel capoluogo lombardo, ma questa accusa non ha trovato conferma presso la Suprema Corte. Della presunta tangente destinata a Milanese aveva parlato Claudia Minutillo, ex segreteria di Giancarlo Galan.

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