Amianto Enel 141129180939
GIUSTIZIA 29 Novembre Nov 2014 1800 29 novembre 2014

Morti per amianto, a ex vertici Enel chiesti risarcimenti milionari

Per gli otto operai deceduti nella centrale di Turbigo l'Inail vuole 2,3 mln e il Comune 1,8 mln.

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Per gli operai morti nella centrale di Turbigo l'Inail ha chiesto 2,3 mln di risarcimento agli ex vertici Enel e il Comune 1,8 mln.

L'Inail e dal Comune di Turbigo, che compaiono tra le parti civili al processo in corso a Milano nel quale sei persone, tra cui ex vertici di Enel ed ex responsabili della centrale termoelettrica di Turbigo, rispondono di omicidio colposo per 8 casi di operai morti per mesotelioma pleurico in quanto esposti all'amianto, hanno chiesto rispettivamente 2 milioni e 300 mila euro e 1 milione e mezzo a titolo di risarcimento.
Oltre a Inail e Comune di Turbigo, anche Medicina democratica e l'Associazione esposti amianto, rappresentati dall'avvocato Laura Mara, hanno chiesto agli imputati e ai responsabili civili Enel e Edipower risarcimenti rispettivamente di 250 mila e 210 mila euro.
L'ACCUSA: «OPERAI ESPOSTI IN MANIERA INCONTROLLATA ALL'AMIANTO». Secondo il legale, in linea con il pm Maurizio Ascione, gli operai si sono ammalati e poi sono morti per aver lavorato «esposti in maniera incontrollata alle fibre di amianto», mentre in realtà «incombe sul datore di lavoro il dovere» di controllare e tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti. Dovere che sarebbe stato «disatteso dagli imputati», tra cui l'ex presidente di Enel Francesco Corbellini, nei confronti dei quali il pm aveva chiesto condanne comprese tra i due e gli otto anni e mezzo di carcere. La prossima udienza è in programma per il prossimo 13 dicembre, mentre la sentenza del giudice della quinta sezione penale Beatrice Secchi è attesa agli inizi del prossimo anno.

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