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MISTERO 30 Novembre Nov 2014 1800 30 novembre 2014

Bimbo morto a Ragusa, aperto fascicolo per omicidio volontario

Loris trovato in un campo. Sconcerto in paese. Interrogato un cacciatore.

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I genitori di Loris nel luogo del ritrovamento.

La procura di Ragusa ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato senza vita il 29 novembre a Santa Croce Camerina.
Secondo i primi accertamenti, il bimbo sarebbe deceduto diverse ore prima del ritrovamento del corpo. Loris è stato trovato senza vita in un canalone in cemento profondo due metri, distante circa tre chilometri dalla scuola.
UN EMATOMA SUL VISO. In attesa dell'autopsia, l'unico segno che fa pensare all'omicidio è un ematoma sul viso del piccolo. Loris sarebbe dovuto andare a scuola ma non vi è mai entrato.
Per questo motivo le indagini delle forze dell'ordine si stanno concentrando su quello che è successo nelle ore mattutine del 29 novembre. Lo zainetto di Loris è sparito e non vi è ancora alcun elemento che possa far capire che fine abbia fatto.
PAESE SOTTO CHOC. Il piccolo paese del Ragusano è sotto choc. Loris - secondo il racconto degli abitanti di Santa Croce Camerina - era un bambino introverso e diffidente. «Non si fidava degli estranei, non parlava con chi non conosceva, ma era anche molto molto intelligente», ha dichiarato la sorella del nonno paterno del bimbo.
«È il momento del dolore, del silenzio di una comunità che si stringe attorno alla famiglia. Per il resto è tutto ancora prematuro. Ho incontrato i parenti del bambino per esprimere la vicinanza di una comunità dove ci si conosce tutti», ha detto il sindaco Franca Iurato.
A sciogliere gli ultimi dubbi sarà l'autopsia, eseguita da Giuseppe Iuvara. Il dato finale non è arrivato perché il medico legale non ha ancora concluso l'esame.
SENTITO IL CACCIATORE. Una inchiesta senza indagati, continua a ripetere la procura, anche se in la polizia ha sequestrato l'auto di Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo.
Un sequestro dovuto al fatto, hanno detto fonti investigative, «che l'auto del cacciatore era in zona e tutta l'area del ritrovamento è sotto sequestro».
Lo stesso Fidone, rispondendo al telefono all'Ansa, ha spiegato in serata di trovarsi in questura, a Ragusa, «per collaborare alle indagini. Per questo ho messo la mia auto a disposizione degli investigatori. La mia intenzione è di chiarire tutto nel più breve tempo possibile».
E ha aggiunto: «Ho cercato il bambino in quel posto perché pensavo che era una zona dove nessuno sarebbe andato. La mia disponibilità a collaborare è massima».
VOCI SULLA VENDETTA DEL PADRE. Tra le indiscrezioni circola anche quella che il padre del piccolo Loris abbia detto di sapere chi ha ucciso suo figlio e di volerlo ammazzare. Voci smentite categoricamente da polizia e carabinieri: «Assolutamente falso, non ha mai parlato dell'omicidio di suo figlio né ha mai detto di sapere chi è stato e di volerlo uccidere. Domani forse sarà tutto più chiaro».

Visto alle 9 in paese, senza zainetto

Gli inquirenti sul luogo dove è stato trovato il corpo del piccolo Andrea.

Gli investigatori si muovono con cautela. Hanno ricostruito la giornata di tutte le persone vicine alla vittima. Dalla madre, 25 anni, ancora sotto choc, che lo ha lasciato a scuola, come dimostra anche un video di una telecamera di sicurezza di un panificio.
Dopo averlo accompagnato accanto alla Falcone-Borsellino, dove frequenta la terza elementare, ha portato all'asilo l'altro figlio di 4 anni. Il padre, 29 anni, autotrasportatore, era vicino a Roma.
ERA AMATO DALLA FAMIGLIA. La famiglia lo amava, è fuori da ogni indagine. Ma, spiega la polizia, «guardiamo tutto per non lasciare niente di intentato».
L'unica testimonianza, ancora non confermata, è quella di una donna amica di famiglia che lo avrebbe visto alle 9 in paese, senza zaino. Un 'ovetto' colore blu, con la scritta Toy Story e le cinghie gialle che non si trova.
Un altro tassello che ancora manca al quadro generale. Come il percorso fatto per arrivare fino al luogo in cui il corpo è stato trovato: un canalone in cemento che parte dalla Fonte Paradiso che è in paese.
Ma è un percorso impervio, che - si dice - non avrebbe potuto percorrere da solo.
CRESCE LA PAURA DELL'ORCO. Il governatore Rosario Crocetta si è detto «sgomento per il dolore». Un vicino di casa, Cristian, 18 anni, che lo conosceva dalla nascita, ha dato voce alla paura che gira nel paese: «Ci potrebbe essere un orco...». Una tesi che il sindaco non segue: «È il momento del dolore e non delle ipotesi, il paese si stringe vicino alla famiglia», dice Franca Iurato, che annuncia il lutto cittadino il giorno dei funerali. Intanto il paese scende in piazza con una fiaccolata e una veglia di preghiera.

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