CRIMINALITÀ 30 Novembre Nov 2014 1000 30 novembre 2014

Napoli, quei raid sospetti nelle scuole occupate

Razzia di computer, tablet e lavagne elettroniche. Con danni di migliaia di euro. Negli istituti campani è allarme furti. E gli studenti sono accusati di complicità.

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I danni al liceo Kant di Napoli.

Il 24 novembre all’Istituto Galiani, il 27 al liceo Mazzini, entrambi a Napoli.
Il giorno prima alla scuola primaria Antonio Ciccone di Saviano, nella provincia.
Ancora il 24 al liceo Segrè in entrambi le sedi: la centrale di Marano, la succursale di Mugnano.
Il 12 alla Guarano, a Melito, un mese prima al vicino Liceo Kant. L’11 novembre alla scuola Denza, Castellammare di Stabia. L’8 all’istituto Antonio De Curtis, nel capoluogo partenopeo.
Nel mirino dei ladri che con una regolarità inquietante stanno visitando gli istituti scolastici di Napoli e dintorni ci sono le attrezzature informatiche: computer, tablet, lavagne elettroniche. Tutto ciò che può essere facilmente rivenduto sul mercato illegale, fruttando un guadagno facile e sicuro.
COLPI BEN PREPARATI. Nella maggior parte dei casi i pc erano appena arrivati: questo fa supporre alle forze dell’ordine che indagano sui singoli casi che ci sia stata un’accurata preparazione dei colpi.
Spesso i malviventi riescono anche a disattivare i sistemi di allarme. Bravura o aiuto di una “talpa” all’interno delle scuole?
IN FUMO I FONDI EUROPEI. Le indagini proseguono in ogni direzione, ma una cosa è certa: quei computer erano stati acquistati con i fondi europei Pon Fesr 2007-2013, assegnati ai singoli istituti dalla Regione.
E con la scarsità di risorse delle scuole, non potranno essere ricomprati senza una nuova assegnazione, che arriverà chissà quando. Gli studenti dovranno cavarsela senza attrezzature informatiche.

Via pc e lavagnette multimediali: al Galiani 200 mila euro di danni

La preside Armida Filippelli osserva i danni dentro l'istituto tecnico-economico Ferdinando Galiani.

Per entrare dentro l’Istituto Galiani di via Don Bosco, zona popolare e difficile di Napoli, hanno sfondato le porte, azionato gli estintori in modo da cancellare le proprie tracce, spaccato le fotocopiatrici e portato via 31 pc e altrettante Lim, lavagnette interattive multimediali.
In tutto 200 mila euro di danni. La scuola era stata occupata il giorno prima, la preside Armida Filippelli aveva chiamato la polizia.
«UNO SFREGIO ALLA CULTURA». Ma prima dello sgombero sono entrati in azione i vandali. «Era proprio una bella scuola il Galiani di Napoli. È stata saccheggiata e anche vandalizzata come sfregio alla cultura. Bisogna reagire subito», ha twittato l’ex presidente della Regione, ed ex sindaco, Antonio Bassolino.
Cosa che la preside ha fatto: «Andiamo avanti, la scuola è una comunità fatta di insegnanti e dei tanti ragazzi che ci hanno scritto una lettera per dirci che erano con noi», ha detto.
INTERROGAZIONE ALLA GIANNINI. All’istituto sono arrivate anche le deputate del Partito democratico Luisa Bossa e Anna Maria Carloni: «Presenteremo un'interrogazione urgente in Commissione scuola al ministro Giannini per chiedere al governo uno sforzo speciale per il Galiani e per le scuole devastate dai raid teppistici. Vanno con rapidità riportate a condizioni di efficienza e funzionalità».

Colpa delle occupazioni? Il Pd: «Bocciate tutti gli studenti»

La scuola media Marino Guarano di Melito dopo l'azione dei malviventi.

Nella notte di martedì 25 novembre i ladri sono entrati in azione al liceo Mazzini, nel quartiere collinare del Vomero, una delle “zone bene” della città. Sono scomparsi 13 computer, circa 8 mila euro di danni.
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri i malviventi sarebbero entrati da una finestra lasciata aperta intenzionalmente.
IL PRESIDE STA CON GLI ALUNNI. Il preside ha difeso gli alunni, negando loro responsabilità. Anche il Mazzini, come il Galiani e molte altre scuole di Napoli, era occupato.
Una situazione che ha portato il Pd a chiedere «punizioni esemplari» contro le proteste studentesche, con la consigliera regionale Angela Cortese che ha suggerito di «bocciare tutti».
Formalmente nessuno studente è accusato per i furti nelle scuole.
Anche perché i furti non sono avvenuti solo negli istituti occupati. Nella provincia di Napoli nelle ultime settimane c’è stata un'escalation di criminalità.
ALLARME DISINNESCATO. Nella notte tra il 6 e il 7 novembre i malviventi sono entrati nell’istituto Carlo Levi di Marano, area Nord della provincia partenopea, introducendosi dall’ingresso e disinnescando l’allarme.
Hanno portato via 33 Ipad, una ventina di pc portatili, alcuni Mac e lavagne elettroniche, per un valore di oltre 30 mila euro.
«Sarà difficile comprare nuovi pc. Abbiamo dovuto già provvedere a spendere parte dei con i soldi a disposizione dell’istituto per riparare le porte della presidenza e della vice presidenza danneggiate dal furto», ha detto, sconsolata, la preside Maria Scanu.
«LA SCUOLA È ABBANDONATA». «Abbiamo denunciato tutto ai carabinieri, ma ancora una volta chiediamo un piano concreto per il rafforzamento della sicurezza, soprattutto di notte. Non ho difficoltà a dire che in Campania la scuola è abbandonata».

Appena arriva il materiale, i ladri saccheggiano

Porta bucata al liceo Segrè di Napoli.

Il 12 novembre nel mirino è finita la scuola media Marino Guarano di Melito, a poche centinaia di metri da Marano e da Napoli.
I ladri si sono introdotti dall’ingresso laterale, forzando la porta di servizio, e hanno danneggiato l’allarme per disattivarlo.
Poi hanno portato via 45 pc portatili che erano custoditi negli armadietti delle aule multimediali, per un valore complessivo di circa 10 mila euro.
«SONO DI SICURO INFORMATI». I computer erano stati consegnati alla scuola solo il giorno precedente. «Gli autori del furto erano senza dubbio molto bene informati», ha commentato, amareggiato, il sindaco Venanzio Carpentieri, che è anche segretario provinciale del Pd.
Esattamente un mese prima, il 12 ottobre, era stato saccheggiato l’istituto scientifico e linguistico Kant, sempre a Melito: rubati 25 pc per 10 mila euro di danni.
Nel weekend tra il 21 e il 23 novembre sono state colpite nella stessa notte entrambe le sedi del liceo Segrè, la centrale di Marano e la succursale di Mugnano.
SIT-IN SOTTO IL MUNICIPIO. I ladri hanno sfondato le porte, danneggiato le aule e portato via più di 20 computer. Erano arrivati solo pochi giorni prima: anche in questo caso, i malviventi sembravano fin troppo beni informati.
Subito dopo, studenti e professori del Segrè si sono riuniti in sit-in all’esterno del municipio di Mugnano per chiedere un sostegno all’amministrazione: «È sconvolgente trovare un istituto ridotto così. Chiediamo che quanto fatto per l’istruzione non venga perso», hanno detto.

I professori lanciano l'idea di una raccolta fondi

Una lavagna distrutta al Galiani di Napoli.

Alla scuola Gramsci-Impastato di Giuliano la notte del 25 novembre i ladri hanno forzato porte di ingresso della scuola elementare, sono entrati nella presidenza con una chiave - non si sa se un duplicato o un originale - e hanno rubato 30 tablet.
Poi hanno rastrellato tutti i pc da ognuna delle 12 aule dell’istituto. I professori hanno lanciato l’idea di una raccolta fondi per ricomprare le attrezzature per gli studenti, ma sarà difficile trovare la cifra necessaria.
LE TELECAMERE INUTILI. A inquietare gli investigatori è il susseguirsi di così tanti episodi in poco tempo. E lascia perplessi il fatto che in tutti i casi l’allarme non abbia funzionato, il furto sia stato scoperto solo al riaprire della scuola e le immagini delle telecamere di telesorveglianza non abbiano dato alcun riscontro utile per le indagini.
Per non parlare della coincidenza temporale tra i furti e l’arrivo delle attrezzature informatiche.
Tanti sospetti. Poche, per ora, le certezze. Una sola: che gli studenti dovranno fare a meno dei pc, perché le scuole non hanno soldi.

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