Cosimo Pagani 141201122533
TRAGEDIA 30 Novembre Nov 2014 2325 30 novembre 2014

Salerno, uccide l'ex moglie: annuncio su Facebook

Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe scritto il post prima dell'arresto. Donna accoltellata all'addome.

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Il profilo Facebook di Cosimo Pagani.

L'ha ammazzata e poi avrebbe scritto tutto su Facebook, spietato e soddisfatto.
«Sei morta t...a», è la scritta comparsa sulla pagina di Cosimo Pagnani, 32 anni, piantonato in ospedale con l'accusa di aver ucciso a coltellate la ex moglie Maria D'Antonio durante una lite a Postiglione (Salerno).
I carabinieri sono cauti sull'ipotesi che sia stato l'uomo a pubblicare l'annuncio prima di compiere il delitto.
Gli stessi investigatori, infatti, sono certi che il profilo sul quale è apparsa la scritta sia quello di Cosimo Pagnani, ma stanno verificando se l'autore della scritta sia proprio l'assassino o un'altra persona.
Intanto oltre 300 persone hanno messo il loro 'mi piace' sul post. Il profilo Fb dell'uomo è stato poi cancellato o comunque oscurato. Oltre 400 sono state le condivisioni.
ARRESTATO MENTRE SI TAMPONAVA UNA FERITA. L'interrogatorio di Pagani è previsto per martedì 2 dicembre. Quando è stato arrestato, nella casa in cui Maria è stata uccisa, stava cercando di tamponare il sangue che usciva copiosamente da una ferita al ginocchio, che si era procurato durante la colluttazione con l'ex moglie. Dopo essere stato portato in ospedale, l'omicida non ha fornito nessuna informazione al pubblico ministero sui motivi del gesto.
DELITTO AVVENUTO ALLE 19. I militari ritengono molto probabile che la scritta sul social network sia stata pubblicata prima del delitto, avvenuto intorno alle 19 nell'abitazione della donna a Postiglione.
Nella stessa abitazione i carabinieri, al comando del capitano Alessandro Cisternino, hanno trovato il coltello usato per il delitto. Si tratta di un coltello di quelli usati per lavori agricoli.
DONNA COLPITA PIÙ VOLTE. La donna - secondo i primi accertamenti - è stata colpita diverse volte.
Sul posto, oltre ai carabinieri della Compagnia di Eboli (Salerno), sono giunti anche quelli della sezione investigativa scientifica del comando provinciale di Salerno. I motivi dell'omicidio - sempre secondo gli elementi emersi finora - dovrebbero essere legati alla sfera puramente familiare.
L'uomo si era barricato in casa, con una ferita a un ginocchio e il cadavere sul pavimento.
LA FIGLIA NON ERA IN CASA. I due avevano una figlia, che al momento del delitto, avvenuto nella casa della donna, non era nell'abitazione.
La storia della coppia - secondo la ricostruzione fatta finora - era travagliata. Lui, a giugno, aveva sottratto la bambina alla madre e l'aveva portata con sé in Germania per una decina di giorni.
Solo la denuncia della donna lo aveva fatto rientrare in Italia per riportare la bambina alla madre che ne aveva la custodia legale. Dalla pagina Fb dell'uomo si ricostruisce il profilo di un padre dedito a questa figlia, spinto dal desiderio di prospettare per la sua «principessa» il futuro più bello.
STORIA DI DOLORE E RABBIA. Ma si intravede anche una storia di dolore e rabbia. Gli amici, su Facebook, lo incoraggiavano a non mollare, a guardare avanti, ad avere fiducia. L'11 agosto aveva scritto: «Arriverà il momento in cui ti sentirai felice, felice da morire, felice da vivere. E tutto il dolore, e le lacrime, e le tristezze, sembreranno lontane anni luce. Arriverà, la felicità, eccome se arriverà».

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