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SALUTE 1 Dicembre Dic 2014 0920 01 dicembre 2014

Giornata contro l'Aids: allarme infezione Hiv

Solo in Italia ci sono stati 42 mila morti. Il record di nuovi infetti nell'Est Europa.

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Il 1 dicembre si celebra la giornata contro l'Aids.

Non abbassare la guardia davanti all'Hiv. È questo il messaggio della giornata contro l'Aids che si celebra lunedì 1 dicembre. Perché in realtà si tratta di un'epidemia dimenticata, ma che non è da sottovalutare, visto che, come ha evidenziato l'ultima rilevazione dell'European center for diseaes control and prevention (Ecdc) e dell'Oms Europa, nel 2013 si sono contati 136 mila nuovi casi.
RECORD NEGATIVO A EST. Il record negativo spetta all'Est Europa, ma il Vecchio Continente in generale non se la passa di certo bene: dal 2004 c'è stato, infatti, un aumento dell'80% dei casi. E solo in Italia le nuove diagnosi di Hiv, che dall'inizio dell'epidemia hanno ucciso circa 42 mila persone, sono state 3.600 (29 mila quelle nell'area dell'Unione europea).
SERVE PIÙ INFORMAZIONE. Ecco perché il commissario alla Salute Ue, Vytenis Andriukaitis ha lanciato un appello per fermare l'Aids che in molti credevano sconfitto.
Bruxelles ha puntato l'attenzione sia verso i Paesi che circondano l'Ue, ma pure verso il Sud: «Dobbiamo lanciare ancora una volta campagne informative e spingere le persone ad evitare 'comportamenti a rischio'», ha fatto sapere Andriukaitis.
NON RIDOTTE LE INFEZIONI. Marc Sprenger, direttore dell'Ecdc, ha poi precisato che «in 10 anni non abbiamo ottenuto nessun progresso significativo nella riduzione delle infezioni», perché «le fasce di popolazione più a rischio non sono raggiunte con efficacia dalle campagne informative». E tra queste ci sono «gli omosessuali, una categoria che rappresenta il 42% delle nuove infezioni».

L'80% dei contagi avviene attraverso rapporti sessuali non protetti

Una manifestazione nella giornata contro l'Aids.

Secondo i dati del Centro operativo Aids (Coa) dell'Istituto superiore di Sanità l'80% dei nuovi casi di contagio è colpa dei rapporti sessuali non protetti (42,7% fra eterosessuali e il 38% fra omosessuali).
Come ha illustrato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in Italia «ci sono 95 mila persone in terapia, dal 1982 a oggi abbiamo avuto 65 mila casi segnalati». Ecco perché la rappresentante del governo di Matteo Renzi ha promesso «una serie di campagne sulle infezioni sessualmente trasmissibili».
40 MLN DI MORTI. Nonostante l'allarme, la ricerca contro l'Hiv ha fatto grandi passi: dal 1981, anno della scoperta dell'Aids, sono morte circa 40 milioni di persone nel mondo e ad oggi è la più grande emergenza sanitaria. Ma attualmente ci sono terapie efficaci che permettono di evitare il passaggio dell'infezione e l'Italia è tra i Paesi all'avanguardia della ricerca.
INFEZIONI IN STADI AVANZATE. Eppure il calo di attenzione sull'Aids è il problema principale. Tanto che il 20% dei malati non è a conoscenza di essere infetto. E nel 2012 almeno la metà dei nuovi casi era già in fase avanzata.
Poi restano le 'leggende' sulla malattia: il 10% degli italiani crede che la puntura delle zanzare possa trasmettere il virus e che la modalità di trasmissione più diffusa sia lo scambio delle siringhe.Insomma, il lavoro per sconfiggere l'Hiv è ancora molto lungo.

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