Hong Kong 141201090958
TENSIONE 1 Dicembre Dic 2014 0910 01 dicembre 2014

Hong Kong, scontri in piazza: arresti e feriti

Manifestanti sgomberati dalle strade. Pechino frena la delegazione inglese diretta verso l'ex colonia.

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Un poliziotto a Hong Kong durante gli scontri per le strade.

Pugno duro di Hong Kong contro i manifestanti di Occupy Central.
Dopo gli scontri iniziati alle 9 di domenica 30 novembre e finiti solo alle 8 di lunedì 1 dicembre, la polizia ha sgomberato i dimostranti dal tunnel Lung Wo e tolto le tende dal Parco di Tamar, sotto agli uffici governativi arrestando 40 persone. Nei tafferugli si sono, tuttavia, contate decine di feriti.
CARICHE DELLA POLIZIA. Da quanto si è appreso, la polizia, intervenuta per contenere i giovani, ha bloccato i due ponti che da Admiralty, campo principale dei manifestanti, portano verso gli uffici del Consiglio legislativo.
Dopo la controffensiva delle forze dell'ordine, la situazione è tornata alla normalità e gli agenti sono arrivati vicini al «Lennon Wall», il muro ricoperto di post-it, messaggi e disegni di sostegno agli studenti divenuto uno dei simboli del Movimento degli ombrelli.
VOTO 2017, NIENTE MODIFICHE. Tuttavia, gli studenti hanno deciso di erigere una nuova barricata per impedirne lo sgombero.
Eppure nelle stesse ore in cui la protesta ha ripreso vigore, il capo dell'esecutivo Leung Chung-ying ha ripetuto che «la decisione di Pechino del 31 agosto» sulle elezioni del 2017 che saranno a suffragio universale, ma solo due, al massimo tre candidati saranno autorizzati, dopo essere stati selezionati da un comitato elettorale fedele a Pechino, «non può essere in alcun modo modificata».
PECHINO CONTRO LONDRA. Dalla Cina, poi, s'è appreso che Pechino ha deciso di «opporsi risolutamente» alla «cosiddetta inchiesta» di un comitato di parlamentari britannici sulla situazione a Hong Kong.
La delegazione interpartitica aveva in programma di visitare l'ex colonia per studiare «lo stato delle relazioni tra il Regno Unito e Hong Kong», che da due mesi è teatro di manifestazioni pro-democrazia e anti-Pechino.
STOP AI BRITANNICI. Sir Richard Ottoway, presidente del comitato per gli Affari esteri del parlamento britannico, ha annunciato che il primo dicembre chiederà una discussione urgente sulla vicenda.
Secondo Ottoway, «il governo cinese sta agendo in modo apertamente aggressivo nel rifiutarci l'ingresso per svolgere il nostro lavoro».

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