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VIRUS 2 Dicembre Dic 2014 1259 02 dicembre 2014

Ebola, farmaco sperimentale per il medico di Emergency

Il paziente in cura allo Spallanzani è peggiorato. Msf denuncia: risposta debole all'epidemia.

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Il medico di Emergency trasportato all'ospedale Spallanzani.

Le sue condizioni erano peggiorate. Ma poi, nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 dicembre, il quadro clinico del medico di Emercency ricoverato allo Spallanzani di Roma dopo aver contratto il virus ebola è tornato ad essere «sovrapponibile» a quello della giornata di lunedì. Il paziente è insomma stazionario, secondo i sanitari che lo stanno curando, e che adesso possono contare su un nuovo farmaco sperimentale, appena arrivato dall'estero.
L'ARRIVO DEL FARMACO GRAZIE A UNA CATENA INTERNAZIONALE. Anche questo nuovo farmaco sperimentale, hanno spiegato i dottori, è stato ottenuto grazie a una catena di supporto internazionale, di cui fanno parte il ministero della Salute, inclusa la rete degli uffici di sanità di frontiera Usmaf, con l'aiuto del coordinamento per la gestione di ebola dell'Organizzazione mondiale della sanità. La prognosi del medico, tuttavia, rimane ancora riservata.
MEDICI SENZA FRONTIERE: RISPOSTA DEBOLE. La risposta internazionale contro l'ebola in Africa occidentale, in ogni caso, secondo Medici senza frontiere è stata lenta e frammentaria, lasciando la maggior parte dell'azione concreta alle comunità locali, ai governi nazionali e alle Ong. L'organizzazione ha lanciato un appello affinché la comunità internazionale non fallisca due volte, con una risposta lenta nella prima fase e inadeguata nelle successive. «Formare le Ong e gli operatori sanitari locali a gestire in modo sicuro i centri di trattamento Ebola richiede settimane», ha detto Joanne Liu, presidente internazionale di Msf. «È stato estremamente deludente vedere che Stati con capacità di risposta ai disastri biologici abbiano scelto di non impiegarle. Come è potuto accadere che la comunità internazionale abbia lasciato la risposta all'ebola a dottori, infermieri e operatori umanitari?».
CARENZE IN AFRICA OCCIDENTALE. In aree rurali della Liberia, ha denunciato Medici senza frontiere, dove pure ci sono catene di trasmissione attive della malattia, non esistono mezzi di trasporto per i campioni di laboratorio. In Sierra Leone, alle persone che chiamano il numero d'emergenza per notificare un caso sospetto viene detto di isolare la persona a casa. Nel frattempo, altri elementi essenziali in una risposta contro l'ebola - come la sensibilizzazione delle comunità, le sepolture sicure, il tracciamento dei contatti, la sorveglianza epidemiologica - sono ancora carenti in diverse zone dell'Africa occidentale.

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