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PROFILO 2 Dicembre Dic 2014 1544 02 dicembre 2014

Massimo Carminati, una vita tra estrema destra e malavita

Membro dei Nar, affiliato alla Banda della Magliana. Tante accuse e una sola condanna. Chi è il Guercio indagato per associazione mafiosa con Alemanno.

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Massimo Carminati prima di diventare 'il Guercio'.

Lo chiamano il Guercio, o Er Cecato, per via di quell'occhio sinistro ferito da uno sparo dei carabinieri che cercavano di fermarlo. Non è la prima volta che Massimo Carminati, 56 anni, indagato per associazione mafiosa a Roma, finisce in manette, ma finora l'ha fatta quasi sempre franca.
Nato a Milano ma trasferitosi a Roma da adolescente, è stato esponente del terrorismo nero degli Anni di Piombo, dell'estrema destra dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), amico di Giuseppe Valerio Fioravanti, affiliato alla banda della Magliana, capace di ispirare il personaggio del Nero in Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo.
LE RIUNIONI AL FUNGO. Le frequentazioni nel Movimento sociale italiano di Marconi, poi il Fuan di via Siena e Avanguardia nazionale. L'amicizia con i compagni dell'Istituto paritario Federico Tozzi: Alessandro Alibrandi, Franco Anselmi, Valerio Fioravanti. Il Fungo, torre del quartiere Eur, come punto di ritrovo con gli altri neofascisti. Lo stesso palazzo che a metà degli Anni 70 veniva frequentato dai componenti della Banda della Magliana. L'inizio di una storia parallela per Carminati.
Militante nero e criminale, vide crescere la sua popolarità e il rispetto nei suoi confronti nell'ambiente dell'estrema destra. Il più vicino alla malavita.
Esperto di ordigni esplosivi, sempre in grado di reperire un'arma, veniva stimato dai suoi camerati che in lui vedevano la personalità perfetta per raggiungere gli obiettivi dei Nar.
LA MAGLIANA PER RICICLARE E PER LE ARMI. Il ponte con la malavita tornò particolarmente utile al gruppo quando cominciò a compiere le prime rapine per autofinanziarsi. La Banda della Magliana e il boss Franco Giuseppucci erano i contatti ideali per riciclare i traveller's cheque rubati alla Chase Manhattan bank dell'Eur. E per comprare le armi.
Carminati fu coinvolto nel processo sulla strage di Bologna, prima che gli indizi che avevano portato a lui si rivelassero un depistaggio di due alti esponenti dei Servizi segreti, e lui venisse assolto in Appello.
Fu prosciolto anche dall'accusa di aver ucciso Mino Pecorelli, direttore del settimanale Op Osservatorio propaganda nonostante l'accusa di Antonio Mancini, pentito della Banda della Magliana: «Fu Massimo Carminati a sparare assieme a Angiolino il Biondo, Michelangelo La Barbera, un killer di Cosa Nostra. Il delitto era servito alla banda per favorire la crescita del gruppo, favorendo entrature negli ambienti giudiziari e finanziari romani, ossia negli ambienti che detenevano il potere».
PRIMA CONDANNA NEL 1998. Per la prima condanna si è dovuto aspettare il 1998 e una serie di rivelazioni di pentiti della Magliana. Una pena di 10 anni di reclusione.
Poi è emigrato all'estero, per tornare a Roma solo negli ultimi anni. Ha riallacciato i rapporti con la criminalità ed è tornato a comandare, secondo gli inquirenti anche grazie all'ascesa al Campidoglio, come sindaco di Roma, di Gianni Alemanno, ora indagato come lui per associazione mafiosa.

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