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SCONTRO 2 Dicembre Dic 2014 1215 02 dicembre 2014

Probiotici, processo a bacilli e batteri della medicina alternativa

I microrganismi hanno effetti benefici. A dimostrarlo sono alcune ricerche. Ma altri studi li bocciano. E per l'Ue non sono salutari.

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da Londra

Il mercato dei probiotici vale circa 22,5 miliardi di euro.

Dopo decenni in cui i mercati della salute e della bellezza si sono focalizzati sullo sviluppo di prodotti per farci sentire più puliti e guarirci dalle malattie, l’approccio all’igiene personale sta cambiando e ha iniziato a puntare su metodi alternativi, secondo il principio 'essere sporchi per essere puliti'.
ORGANISMI VIVI. Per esempio ora c'è un boom di utilizzo dei probiotici, organismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, possono portare benefici alla salute: se alcuni ci fanno ammalare, infatti, altri sono invece in grado di insegnare al nostro sistema immunitario come riconoscere i nemici, contrastare le intossicazioni alimentari, e persino produrre sostanze chimiche che alterano il nostro umore.
ANTI-INFEZIONI INTESTINALI. Tuttavia, studi sui probiotici hanno dato risultati contrastanti.
Per esempio, paragonando i risultati di 63 diverse ricerche, alcuni scienziati californiani hanno scoperto che i probiotici sono in grado di dimezzare il rischio di diarrea in pazienti cui sono stati somministrati antibiotici, oltre che di ridurre il pericolo di rettocolite ulcerosa.
IL VETO DELL'EFSA. Non altrettanto positivi sono stati gli studi sul latte per bambini arricchito di probiotici: secondo una ricerca dell’Università di Sidney in Australia non c’è evidenza che questi organismi possano aiutare i neonati a prevenire l’asma, ma possono invece dare un contributo a combattere lo sviluppo di eczema.
Proprio per i risultati contrastanti degli studi sui probiotici, ci si è tornati a interrogare sul loro funzionamento.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non ha dubbi e fino a ora ha rifiutato di dare appoggio formale ai benefici di questi organismi sul corpo umano. Ma per i probiotici non è certo un problema.

Il business del settore vale 22,5 miliardi di euro

I prodotti probiotici sono a base di a base di bacilli e batteri che aiutano lo stato di salute.

Nonostante il veto dell'Efsa, a guardare il fatturato di alcuni grandi produttori americani si direbbe, infatti, che il settore funzioni: saponi e creme a base di Lactobacilli e Bifidobatteri sono in aumento, per non parlare della moda degli yogurt in grado di riequilibrare la flora intestinale che spopola pure in Italia.
Il valore mondiale del mercato è così arrivato a toccare i 28 miliardi di dollari (circa 22,5 miliardi di euro).
PRODOTTI 'MIRACOLOSI'. Anche perché ad aiutare il boom di probiotici ci si mettono anche i prodotti 'miracolosi'.
È stato il recente caso del Sweet Peach, un integratore alimentare finito sulle pagine di tutti i giornali grazie al particolare effetto di dare una piacevole profumazione alla pesca all'intimità della donna.
Il curioso progetto è stato finanziato tramite crowdfunding su Tilt.com, insieme con quello di un probiotico parallelo in grado di far profumare di banana feci di cani e gatti.
PELLE PROFUMATA. Poi, però, ci sono anche altri usi più comuni. Bacilli e batteri sarebbero, infatti, anche in grado di mantenere la pelle profumata e pulita, nutrendosi dell’azoto presente nel sudore e così neutralizzandolo; i produttori ne vantano poi gli effetti antinfiammatori e immunomodulanti, con il risultato di difendere la cute dagli agenti patogeni esterni.
IL MERCATO ONLINE. Naturali fonti di probiotici in grado di nutrire i batteri ‘amici’ del nostro corpo si trovano nel cibo, soprattutto in fagioli, aglio, cipolle e porri.
Tuttavia, per il momento il metodo più facile per aggiungere alla propria dieta quotidiana dei probiotici, visto il niet dell'Efsa, resta quindi quello di comprare yogurt speciali, che male non possono fare; se ci si vuole spingere oltre basta fare un giro online.

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