Corte Giustizia Europea 121211103847
STANGATA 2 Dicembre Dic 2014 1015 02 dicembre 2014

Rifiuti, la Corte europea condanna l'Italia

Non rispettata direttiva del 2007: sanzione di 42 mln ogni sei mesi. Il ministro Galletti: «Non pagheremo».

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La sede della Corte di giustizia europea.

La Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia a pagare una multa milionaria per non essersi ancora adeguata alla direttiva sulle discariche.
Al nostro Paese è stata inflitta una sanzione forfettaria di 40 milioni di euro e una penalità di 42,8 mln per ogni semestre di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie di adeguamento alla sentenza del 2007 che ha constatato l'inadempimento alle direttive sui rifiuti.
GALLETTI: «NON PAGHEREMO UN EURO». Ma il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha contestato la decisione: «La multa è riferita al passato, le discariche abusive in Italia sono già in sicurezza, non vogliamo pagare nemmeno un euro».
OBBLIGHI NON RISPETTATI. La Corte Ue aveva dichiarato che l'Italia era «venuta meno, in modo generale e persistente, agli obblighi stabiliti» sui rifiuti (anche quelli pericolosi) e le discariche. Nel 2013, la Commissione ha ritenuto che il nostro Paese non avesse ancora adottato tutte le misure necessarie per dare esecuzione alla sentenza del 2007.
DISCARICHE NON CONFORMI. In particolare, 218 discariche situate in 18 delle 20 Regioni italiane non erano conformi alla direttiva 'rifiuti'; 16 discariche su 218 contenevano rifiuti pericolosi in violazione della direttiva 'rifiuti pericolosi'; infine, l'Italia non aveva dimostrato che 5 discariche fossero state oggetto di riassetto o di chiusura ai sensi della direttiva 'discariche di rifiuti'.
La Corte ricorda innanzitutto che la mera chiusura di una discarica o la copertura dei rifiuti con terra e detriti non è sufficiente per adempiere agli obblighi derivanti dalla direttiva rifiuti. L'Italia non si è assicurata che il regime di autorizzazione istituito fosse effettivamente applicato e rispettato.
LENTEZZA DELLE OPERAZIONI. Ora l'Italia è costretta a pagare una somma forfettaria di 40 mln di euro e deve versare una penalità semestrale fino all'esecuzione della sentenza del 2007 calcolata a partire da un importo iniziale di 42,8 mln. Da questo saranno detratti 400 mila euro per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi e 200 mila per ogni altra messe a norma. Questo perché, rileva la Corte, «l'inadempimento perdura da oltre sette anni» e «le operazioni sono state compiute con grande lentezza», tanto che «un numero importante di discariche abusive si registra ancora in quasi tutte le regioni italiane».

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