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IL CASO 3 Dicembre Dic 2014 1115 03 dicembre 2014

Concordia, Schettino: «Tardai allarme altrimenti si tuffavano»

Il comandante al pm: «Su quella nave ero il primo dopo Dio come capitano».

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L'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino.

Nuove dichiarazioni di Francesco Schettino sul caso Concordia, interrogato dal pm Alessandro Leopizzi.
Alla domanda sul perché il comandante non dette subito l'emergenza generale Schettino ha replicato dicendo che voleva «far arrivare la nave più possibile sotto l'isola, altrimenti se avessimo dato i sette fischi brevi e uno lungo, con le vibrazioni che c'erano state, la gente si sarebbe buttata in acqua».
Questa la difesa del comandante all'accusa di non aver attivato subito le procedure di emergenza.
SULLA NAVE «PRIMO DOPO DIO». Sulla nave «io, come comandante, sono il primo dopo di Dio», ha aggiunto Schettino ha risposto al pm Alessandro Leopizzi che lo ha incalzato sul tardato allarme dopo l'urto della Concordia al Giglio.
Schettino lo ha detto mentre spiegava come agì, nel suo ruolo di comandante della nave, nelle fasi successive all'impatto contro gli scogli.

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