Alemanno 141203063358
INCHIESTA 3 Dicembre Dic 2014 0630 03 dicembre 2014

Mafia Capitale, Alemanno e i favori al clan

Nelle carte dell'inchiesta i rapporti tra l'ex sindaco e Carminati. Dal Comune appalti all'ex Nar in cambio di sostegno elettorale.

  • ...

L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Gianni Alemanno, l'uomo che governava Roma (è stato sindaco dal 2008 al 2013), era nelle mani di Massimo Carminati, elemento di spicco della Banda della Magliana e considerato dall'inchiesta 'Mafia Capitale' il presunto capo dell'organizzazione. Tanto che, come ha evidenziato il quotidiano La Repubblica, il primo cittadino aveva «contatti» con il militante dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) e «ne favoriva il sodalizio», anche se lo stesso Alemanno, indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso, ha poi smentito ogni accusa.
Come? Per l'accusa nominando i vertici delle partecipate che il gruppo decideva.
SOLDI ALL'EX NAR DAL COMUNE. Per esempio, nelle carte dei magistrati è emerso che dal bilancio del Comune di Roma, che certo non era in piena salute, parte dei fondi erano riservati a Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative.
«Abbiamo 15 milioni», comunicava Alemanno al capo Dipartimento dei servizi sociali della Capitale nel 2012 risolvendo il problema di finanziare l'ampliamento del campo nomadi di Castel Romano come chiesto dall'ex Nar. E in cambio, sempre secondo l'accusa, aveva ottenuto 75 mila euro in cene elettorali e sostegno economico alla sua fondazione Nuova Italia. Così come pure una squadra per la claque elettorale di 50 persone da usare in caso di necessità (dall'inchiesta, però, non risulta che l'ex sindaco abbia ricevuto fondi direttamente).
HANNO «TUTTI PAURA» DELL'EX NAR. Secondo la ricostruzione del quotidiano diretto da Ezio Mauro, in Comune tutti sapevano delle amicizie di Alemanno. Tanto che Carminati aveva un filo diretto con Antonio Lucarelli, capo della segreteria del sindaco: si sentivano per telefono e si frequentavano.
Infatti, secondo l'accusa, quando Buzzi cercava un contatto perché preoccupato per lo sblocco di 300 mila euro, chiese aiuto all'ex Nar il quale in un'intercettazione disse: «Mi dice, 'va in Campidoglio alle tre che scende Lucarelli e viene a parlare con te'. Alle tre meno cinque scende, dice 'ho parlato con Massimo (Carminati, ndr), tutto a posto'. Tutto a posto veramente. C'hanno paura de lui».
ALEMANNO RIGETTA LE ACCUSE. Tuttavia, Alemanno ha poi rigettato le accuse. «Ero il sindaco di Roma, è facile tirarmi in ballo», ha sostenuto, precisando che si tratta di un «tentativo di attacco politico» nei suoi confronti.
L'ex primo cittadino, infatti, come si evince dalle carte dell'accusa, non aveva rapporti diretti con Carminati, ma erano i suoi collaboratori a parlare con l'ex Nar. E insieme, sempre secondo i magistrati, il gruppo aveva deciso i vertici dell'amministrazione.
«Li avevamo comprati tutti», ha detto Buzzi in un'intercettazione, «c'amo l'assessore ai Lavori pubblici, doveva sta' assessore ai Servizi sociali, Cochi andava al verde, Cochi non è comprato però è un amico, Alemanno... che cazzo voi di più...».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso