Manifestanti Chiedono Giustizia 141203235910
GIUSTIZIA 3 Dicembre Dic 2014 2359 03 dicembre 2014

New York, scagionato agente che soffocò un ragazzo nero

Polemiche per la decisione del Gran giurì. Obama furioso. Si temono scontri come a Ferguson.

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Manifestanti chiedono giustizia per la morte di Eric Garner.

New York corre il rischio di trasformarsi in una nuova Ferguson. Il Gran giurì ha deciso di non incriminare il poliziotto Daniel Pantaleo per la morte di Eric Garner, l'afroamericano deceduto per soffocamento dopo la presa al collo da parte dell'agente il 17 luglio scorso, a Staten Island. E ora si temono disordini e scontri nella Grande Mela, come accaduto nel sobborgo di St. Louis, in Missouri. I manifestanti in serata hanno comiciato a radunarsi e la stessa famiglia di Garner ha invitato tutti alla calma.
CERIMONIA BLINDATA. Intanto, la tradizionale cerimonia a Manhattan per l'accensione dell'albero di Natale al Rockefeller Center, è blindatassima per il timore di disordini, così come presidiate dalle forze dell'ordine sono la stazione di Grand Central e Times Square.
OBAMA FURIOSO. E in tivù è esplosa l'ira di Barack Obama: «Siamo di fronte a un problema che riguarda tutta l'America. In questo Paese fino a quando non tutti saranno trattati in maniera uguale davanti alla legge questo sarà un problema. E il mio compito come presidente è di risolverlo. Non mi interessano le chiacchiere, ma i fatti». Dura la reazione anche del sindaco di New York, Bill de Blasio: «quanto accaduto oggi con la decisione del Gran giurì» - ha detto - «è qualcosa che molti nella nostra città non volevano. Spero però che coloro che non sono soddisfatti di questa decisione eprimano le loro protesta in modo costruttivo e pacifico».
NESSUN MOTIVO PER L'INCRIMINAZIONE. Poco si sa sui motivi che hanno portato a scagionare l'agente Pantaleo. Il procuratore distrettuale di Staten Island si è limitato a dire che «dopo l'analisi delle prove, il Gran giurì ha rilevato che non vi era alcun motivo ragionevole di incriminare» l'agente. Ma la decisione ha provocato sconcerto. Sulle tivù nelle ultime ore impazza il video dell'agente che cerca di immobilizzare Garner, assalito dopo una discussione dai poliziotti nonostante fosse disarmato e apparentemente innocuo. Si sente l'uomo che ripetutamente ripete: «Non posso repirare, non posso respirare!».
NEGOZI CHIUSI PER SICUREZZA. Nel quartiere di Tompkinsville, a Staten Island, cresce la tensione, e le forze dell'ordine hanno installato delle transenne attorno alla Corte dove il Gran Giurì si è riunito, per timore di un assalto. Molti negozianti hanno deciso di chiudere i battenti per paura di rappresaglie e violenze. Anche la polizia è pronta e determinata a intervenire: dopo che pochi giorni fa dei manifestanti hanno bloccato i tunnel della città per protestare contro la decisione della giuria di non incriminare il poliziotto che ha ucciso il 18enne nero Michael Brown a Ferguson, il New York police department ha fatto sapere che un simile comportamento non sarà tollerato. Garner, un venditore ambulante di sigarette di contrabbando, fu immobilizzato dall'agente Pantaleo con la pratica del 'chokehold', la presa al collo, da tempo bandita dalla polizia di New York. Nel corso dell'operazione l'uomo ha avuto un arresto cardiaco, ha gridato più volte che stava male e non riusciva a respirare, ma i poliziotti non si sono fermati, e lui è morto una volta arrivato in ospedale.

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