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INDAGINI 3 Dicembre Dic 2014 1440 03 dicembre 2014

Ragusa, un video smentisce la mamma di Loris

Il bimbo non è sceso dall'auto per andare a scuola. Quaderni e diari sequestrati in casa della donna.

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Andrea Loris Stival.

Un video sembra aver smentito il racconto di Veronica Stival, la mamma del piccolo Loris Andrea, il bimbo di 8 anni ucciso sabato 29 novembre a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa.
Quella mattina il bambino non è mai arrivato a scuola, come sostenuto invece dalla donna, ma è rientrato a casa.
Le immagini, registrate da una telecamera che dista poche decine di metri dall'abitazione della famiglia, avrebbero confermato i dubbi degli investigatori.
Che ora vogliono capire perché Veronica abbia raccontato loro una versione differente.
VERONICA: «L'HO PORTATO A SCUOLA». «Ho accompagnato Loris a scuola con la macchina e l'ho lasciato a poca distanza dal cancello», ha detto la madre del bambino, sentita per tre ore in questura martedì 2 dicembre. Ma le immagini, secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa e dal Corriere della Sera, mostrano invece che Loris, attorno alle 8.30, è sceso dalla Polo nera della mamma ed è andato verso il portone di casa. Da quel momento in poi del bambino non ci sono più immagini, almeno tra quelle visionate finora dagli investigatori. Soltanto il suo cadavere è ricomparso, otto ore più tardi, in un canale di scolo in località Mulino Vecchio, ritrovato dal cacciatore Orazio Fidone, il quale ha dichiarato di avere un alibi verificabile per la giornata dell'omicidio.

Il servizio del Tg1 andato in onda mercoledì 3 dicembre, con le prime contraddizioni nel racconto di Veronica Stival.

L'AVVOCATO: «LA SIGNORA NON È INDAGATA». L'avvocato di Veronica Stival, Francesco Villardita, in diretta alla trasmissione di Rai3 Chi l'ha visto, mercoledì 3 dicembre ha difeso la sua cliente: «La signora ha portato Loris a scuola: ricordo a tutti che non è indagata, è parte lesa in un'inchiesta per omicidio». L'avvocato, però, ha ammesso di non aver visionato il filmato a disposizione degli inquirenti.
LA PROCURA STUDIA I VIDEO. «Esiste una serie di video che sono allo studio. Ci sono 42 telecamere su 24 ore e sono tutte interessanti ed utili», ha spiegato il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, sottolineando come in questa fase ogni notizia non ufficiale può «danneggiare in modo irreversibile» le indagini. Ma il procuratore ha aggiunto anche che «non ci saranno tempi lunghi per chiarire le prime cose». Il che significa che una svolta sul caso ancora non c'è, ma potrebbe essere vicina.
LA MADRE DI LORIS SARÀ SENTITA DI NUOVO. Veronica Stival, con ogni probabilità, è destinata ad essere ascoltata di nuovo dagli inquirenti, per chiarire il perché abbia raccontato una versione dei fatti che sembra non coincidere con la dinamica reale degli avvenimenti. Intanto, nel pomeriggio di mercoledì 3 dicembre, una quindicina tra poliziotti e carabinieri si sono presentati su mandato della procura a casa sua, e ci sono rimasti fino a tarda sera. Tecnicamente, come spiegato dal procuratore, non si è trattato di una perquisizione, ma di «atti specifici di polizia giudiziaria finalizzati all'acquisizione di elementi che potrebbero rivelarsi utili al proseguimento delle indagini».
SEQUESTRATI DIARI E UN TABLET. Quali? Ad esempio un tablet che Loris usava, per capire con chi e se era in contatto con qualcuno, con chi scambiava messaggi. Così come quaderni e diari del bambino, che sono stati sequestrati. Un aiuto importante per gli investigatori potrebbe arrivare anche dai tabulati telefonici: le telefonate fatte dai familiari di Loris e da persone a loro vicine possono servire a ricostruire gli spostamenti di quel sabato mattina e a chiarire il racconto della donna. Non serviranno, invece, le due telecamere puntate proprio sull'ingresso della scuola: un temporale, nel mese di novembre, le ha danneggiate entrambe. «Se avessimo quelle immagini», ha detto un investigatore, «avremmo già chiuso il caso».

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